Impianto Fotovoltaico: cos’è, come funziona, quanto costa, quali sono i vantaggi e gli svantaggi

Come funziona, quanto produce e quanto dura

Un impianto fotovoltaico è in grado di trasformare direttamente e istantaneamente l’energia solare in energia elettrica, senza adoperare alcun tipo di combustibile e senza alcun rilascio di sostanze nocive nell’ambiente.
Un sistema fotovoltaico essenzialmente funziona grazie:

  • a un insieme di moduli fotovoltaici, cioè i pannelli che determinano il campo fotovoltaico incaricato a raccogliere energia dal sole;
  • all’inverter che serve a stabilizzare l’energia raccolta e a convertirla in corrente alternata (ed eventualmente ad accumularla);
  • ai quadri di protezione e controllo situati a norma tra inverter e rete alimentata
  • ai cavi di connessione con adeguata resistenza ai raggi UV e alle temperature

Possiamo suddividere i piccoli impianti dai grandi impianti a seconda della loro potenza. Fino a 35 kw possiamo parlare di piccoli impianti: ad esempio un fotovoltaico da 3 kw di potenza produce in media in Italia 3.500 kwh l’anno, con una stima di 9,5 kwh al giorno. Ovviamente si tratta di una media giornaliera molto variabile in base alle stagioni ed alle condizioni atmosferiche, ma, in generale, possiamo dire che un impianto da 3 kw è in grado di rispondere bene al fabbisogno di una famiglia “media” composta da 3-4 persone.

La durata prevista per i pannelli può variare tra i 20 e i 30 anni, escluso l’inverter che in genere dura circa 10 anni (a differenza dei “micro-inverter” che durano 20-25 anni)

Tipologie d’impianto fotovoltaico

Oltre alle alla potenza i fotovoltaici si distinguono anche per le condizioni di installazione, le scelte impiantistiche e il grado di interazione nella struttura edilizia con cui si interfaccia. Distinguiamo principalmente i sistemi fotovoltaici integrati nella rete, da quelli stand alone e portatili.

Sistema integrato

Il sistema integrato alla rete elettrica (detto grid connected) è un impianto fotovoltaico connesso e interfacciato alla rete elettrica nazionale, che può riversare in rete la sua produzione elettrica. In tal caso il Gse (Gestore Servizi Energetici) prevede una remunerazione dell’energia immessa in rete attraverso il cosiddetto “scambio sul posto”. Questi sistemi di generazione sono installati sulle costruzioni o su altri supporti e sono collegati alla rete elettrica di distribuzione in bassa tensione, versano elettricità in rete di giorno (nei momenti di massimo consumo) e vicino a dove verrà consumata.

Sistema portatile

Il sistema portatile può essere inteso sia come un mini impianto domestico per chi non ha un tetto, che come un dispositivo che va ad alimentare un apparecchio preciso al quale viene collegato direttamente.
Nel primo caso si tratta di un comune pannello solare, che però anziché avere un inverter esterno, ha un micro-inverter integrato dal quale esce corrente alternata (50 Hz e 230 Volt). L’apparecchio è dotato di una presa a muro che, una volta collegata all’impianto elettrico pre-esistente, andrà a rifornire direttamente gli apparecchi collegati alle altre prese di casa.
Nel secondo caso si tratta di un pannello che funziona come il sistema stand alone senza un accumulatore di energia e viene utilizzato per alimentare piccoli dispositivi (come radio, calcolatrici tascabili, giocattoli). Se, come nel caso dei fotovoltaici per camper, si aggiunge un regolatore di carica il sistema è in grado di alimentare il dispositivo mantenendo cariche entrambe le batterie del veicolo (quella dei servizi e del motore).

Sistema Stand alone

Il sistema stand alone detto anche off-grid o isolato è un impianto non è connesso alla rete elettrica nazionale e l’energia prodotta dal campo fotovoltaico viene immagazzinata in batterie di accumulo in modo da garantire l’erogazione di corrente anche nelle ore di minore illuminazione o di buio.
Un impianto stand alone assicura la completa indipendenza grazie all’energia elettrica accumulata ed è quindi autosufficiente, proprio per questo impianti del genere sono particolarmente indicati nei casi in cui la rete elettrica è assente o difficilmente raggiungibile. Un esempio classico può essere quello di un impianto fotovoltaico che ha il compito di fornire energia elettrica ad una baita sulla neve.

Pannelli fotovoltaici

Celle fotovoltaiche

Le celle fotovoltaiche -o celle solari– sono dei congegni elettrici, solitamente di forma quadrata, in grado di convertire la luce in energia elettrica. Questi dispositivi sono i componenti essenziali dei pannelli solari (moduli fotovoltaici). Il rendimento di una cella fotovoltaica è determinato dal rapporto tra la potenza di picco (w) e la superficie della stessa (mq). Mediamente il rendimento di una singola cella si attesta intorno a un valore compreso tra il 13% e il 20%, valore che indica la percentuale di radiazione solare trasformata in energia elettrica.

I pannelli fotovoltaici sono sostanzialmente in silicio cristallino, cioè le molecole del silicio vengono disposte in un modo ben preciso in modo da migliorare la conversione della luce solare in energia elettrica, perciò in base al loro processo produttivo si distinguono in tre tipologie:

 

  • pannelli monocristallini: si tratta di un’unica lastra rigida costituita da celle assemblate  tra di loro (da 30 a 60) e tra le quali si formano dei piccoli rombi bianchi. Generalmente le celle monocristalline sono quelle che rendono maggiormente, per produrre una potenza di 1 Kw “di picco”, occorrono circa 6 metri quadrati.

    Pannello monocristallino

  • pannelli policristallini: hanno una struttura grezza caratterizzata dal posizionamento casuale dei singoli cristalli blu contenuti all’interno della lastra. Sono molto utilizzati perché sembrano essere il giusto compromesso tra costi e efficienza produttiva, infatti a parità di superficie costa meno delle celle in silicio monocristallino e produce maggiore efficienza delle celle in silicio amorfo (a temperature molto elevate può arrivare a rendere più di tutte).

    Pannello policristallino. Foto di Lars Hammar (CC BY-NC-SA 2.0)

  • amorfi o anche detti “a film sottile”: in realtà, non possiamo parlare di vere e proprie celle, in quanto si tratta di di silicio allo stato appunto amorfo (non cristallino) posizionato su un substrato che di solito comporta impianti di grandi dimensioni. Si tratta delle lastre meno efficienti tra le tre, ma le più economiche. Essendo anche flessibili, possono facilmente adattarsi a qualsiasi tipo di superficie. Ad oggi le celle “a film” occupano il 5% del mercato fotovoltaico, tuttavia parliamo di una tecnologia ancora giovane ma promettente, destinata quindi a migliorare nel tempo.

    Pannello a film sottile. Foto di SolarShop Australia (CC BY-NC-SA 2.0)

Dimensioni dei pannelli fotovoltaici

I moduli fotovoltaici possono variare dimensionalmente in base a diversi fattori come la marca, il modello, la potenza del pannello e il tipo di tecnologia utilizzata. Possiamo classificarne le dimensioni in questo modo:

  • i pannelli monocristallini e policristallini con una potenza di picco compresa tra i 230 e i 245 watt hanno un’altezza che va dai 160 ai 170 centimetri e una larghezza di 90-100 centimetri, con spessore di 4-5 centimetri.
  • i pannelli amorfi con potenza compresa tra i 77 e gli 88 watt hanno un’altezza di 120 centimetri, larghezza di 10 centimetri e uno spessore di 6-7 millimetri

Esaminando un esempio di impianto fotovoltaico domestico su una base di consumi mediamente stimati attorno ai 3000 kwh all’anno possiamo classificare la superficie necessaria di un tetto a falde per ogni tipo di pannello:

  • da un minimo di 21 metri quadrati a un massimo di 27 metri quadrati per quanto riguarda i pannelli monocristallini
  • da un minimo di 24 metri quadrati a un massimo di 33 metri quadrati per i pannelli policristallini
  • da almeno 33 metri quadrati fino a 39 metri quadrati  per i pannelli a film sottile
Tipologia pannello –> silicio monocristallino silicio policristallino a film sottile
potenza del pannello 230/245 watt 230/245 watt 77/88 watt
altezza 160/170 cm 160/170 cm 120 cm
larghezza 90/100 cm 90/100 cm 60 cm
spessore 4-5 cm 4-5 cm 0,6-0,7 cm
Metri quadri per chilowatt di potenza –> 7-9 mq/kw 8-11 mq/Kw 11-13 mq/kw
impianto da 3 kw 21-27 mq 24-33 mq 33-39 mq
impianto da 6 kw 42-54 mq 48-66 mq 66-78 mq
impianto da 9 kw 63-81 mq 72-99 mq 99-117 mq

Conformità dell’impianto fotovoltaico


L’impianto fotovoltaico va realizzato da specialisti, in grado di progettarne le dimensioni adatte e garantirne determinate prestazioni. Qualsiasi impianto deve essere sottoposto a procedure necessarie per garantire la costruzione e l’installazione dello stesso a regola d’arte, nonchè l’utilizzo di materiali idonei e dotati di meccanismi di sicurezza.

Installazione impianto fotovoltaico

L’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico dipende innanzitutto dall’energia solare incidente, che ovviamente varierà durante il corso della giornata, a seconda delle stagioni e delle condizioni atmosferiche.

Per ottimizzare l’efficienza dell’impianto, durante la progettazione l’installatore esperto deve essere in grado di studiare attentamente l’irraggiamento e l’insolazione del luogo prima di decidere inclinazione e orientamento dei pannelli.

In Italia la posizione migliore per un pannello è sulla copertura di un edificio con esposizione a 0° sud (anche sud-est o sud-ovest ma con conseguente calo di rendimento) e l’angolo di inclinazione generalmente ruota intorno ai 25-30° rispetto al piano orizzontale, a seconda della latitudine del posto e della stagione dell’anno in cui si vuole concentrare la produzione.

Anche sulle facciate degli edifici si possono riscontrare ottimi risultati, purché vengano evitate importanti zone d’ombra.

Collaudo dell’impianto

Secondo le prescrizioni della Guida CEI 82-25 variante V1 per misurare rendimento di un impianto fotovoltaico bisogna verificare il parametro adimensionale PRp (indice prestazionale) affinchè tutte le sezioni dell’impianto abbiano caratteristiche identiche (stessa inclinazione, orientamento, potenza in uscita dall’inverter, tipologia di moduli). La verifica deve sempre avvenire in condizioni di irraggiamento solare stabile >600 W/m2.

Per facilitare il compito degli installatori sono stati sviluppati diversi strumenti di misura specializzati che consentono di eseguire test completi di verifica su fotovoltaici di tipo monofase o trifase.

Un esempio di questi strumenti è il modello SOLAR I-V di HT Italia. Questo dispositivo prevede oltre all’unità master (SOLAR I-V) collegata agli inverter, un’unità remota (SOLAR-02) sincronizzata tramite sistema wireless alla stessa unità master. Il collaudo partirà una volta che l’unità remota, posizionata in prossimità dei pannelli, verrà collegata alle sonde di irraggiamento e rileverà i valori di misurazione. Una volta raggiunta la condizione di irraggiamento maggiore di 600 W/m2 si possono scollegare le sonde dal SOLAR-02 e riportarla all’unità SOLAR I-V dove i due dispositivi terminano il collaudo attraverso la comunicazione wireless. In ultima analisi l’unità master SOLAR I-V calcolerà il PRp e risponderà al test dando esito positivo o negativo a seconda dei casi.

Se il collaudo è positivo l’installatore consegnerà al cliente la dichiarazione di conformità dell’impianto.

Manutenzione

Un punto di partenza per mantenere in buono stato l’impianto fotovoltaico è senza dubbio quello di tenere sempre pulite le superfici dei pannelli, al fine di garantire un’ottima captazione dei raggi solari. Per la pulizia dei pannelli bisogna evitare strumenti di lavaggio a pressione, diluenti e sostanze pulenti particolarmente aggressive: bastano acqua (meglio se demineralizzata) e semplici strumenti idonei a rimuovere smog e sporcizia di vario genere. Ovviamente è responsabilità del proprietario svolgere periodicamente dei controlli visivi per rilevare eventuali danni ai moduli.

Per quanto riguarda la parte elettrica è necessario effettuare una verifica annuale dell’isolamento dell’impianto, della continuità elettrica dei circuiti e del corretto funzionamento dell’inverter.

Sistemi di monitoraggio

Esistono diversi sistemi di monitoraggio degli impianti, consultabili spesso su server condivisi, capaci di monitorare assiduamente l’attività dell’impianto, confrontandolo con la produttività degli impianti installati in zona e incrociando i dati del sistema con quelli metereologici.

Il dispositivo di monitoraggio lavora in remoto tutti i dati di funzionamento che riceve in tempo reale e li memorizza. Questi dati si possono visualizzare, analizzare o scaricare tramite qualsiasi interfaccia internet.

In caso di variazioni ambigue sulla produzione dei kwh o che possono riguardare guasti o malfunzionamenti, il sistema di monitoraggio fa scattare automaticamente degli alert in grado di allarmare subito il gestore dell’impianto attraverso un sistema di notifica di qualsiasi tipo (sms, segnale acustico/luminoso ecc…).

Fotovoltaico con accumulo

Il fotovoltaico con accumulo permette di immagazzinare l’energia elettrica prodotta in eccesso dall’impianto durante il giorno e metterla a disposizione quando serve nelle ore di poca illuminazione o buio. In questo modo per una famiglia è possibile coprire mediamente fino a una quota di autoconsumo pari all’80% del fabbisogno giornaliero.

Le batterie per l’accumulo possono essere integrate nell’impianto anche anni dopo l’installazione dei pannelli, purché sia stato calcolato uno locale apposito nel quale contenere le batterie e quindi l’impianto di accumulazione stesso.

Il fotovoltaico ad accumulo continua a riscuotere sempre più successo negli ultimi anni e oltre al risparmio considerevole sui consumi, grazie alle nuove tecnologie, riscontra sempre minori costi di installazione.

Batterie per fotovoltaico

Le batterie sono l’elemento più indispensabile e critico per un impianto fotovoltaico ad accumulo o stand alone (isolato). Come già detto, la batteria ha il semplice scopo di raccogliere tutta la corrente prodotta dai pannelli fotovoltaici per poi renderla disponibile durante i momenti in cui l’impianto non viene alimentato.

Per approfondire vedi anche fotovoltaico con accumulo

Costo di un impianto fotovoltaico

Cerchiamo ora di capire qual è il costo di un impianto fotovoltaico in Italia.

Oggi i prezzi si sono abbastanza stabilizzati intorno ai 2.000 euro per kilowatt installato “chiavi in mano”.

Se consideriamo un impianto di 3 kw, solitamente necessario a soddisfare il fabbisogno energetico medio di una famiglia di 3-4 persone, il prezzo si aggira mediamente intorno ai 6.000 euro. Se i pannelli installati sono di origine extra-europea il prezzo può diminuire, mentre se si tratta di pannelli di origine europea il prezzo può arrivare fino a 7000 euro, con maggiori garanzie di performance. Se allo stesso impianto si aggiunge anche un piccolo sistema di accumulo, il prezzo può raggiungere i 12000 euro, cifra  variabile anche a seconda del tipo di batterie utilizzate

Se si considera un impianto di 6 kw il costo chiavi in mano per una installazione “standard”, che preveda tutti gli accessori e componenti necessari per rendere l’impianto funzionante, parte da circa 14.000 euro, IVA inclusa al 10%. Anche in questo caso, a seconda che i pannelli (ma anche gli inverter) installati siano di origine europea o meno il prezzo può scendere al di sotto di 11000 euro oppure salire.

Ammortamento dell’impianto fotovoltaico

Più che come costo innanzitutto è più opportuno opportuno vedere il fotovoltaico come un investimento. L’ammortamento di un impianto dipende da alcuni variabili: dal costo d’installazione, dalla possibilità di sfruttare le detrazioni fiscali (irper 50%) e dai consumi dell’utente.

In sostanza il periodo di ammortamento è quel periodo necessario per “rientrare” dai costi sostenuti attraverso i risparmi che l’investimento genera nel tempo.

I tempi di ammortamento possono essere accorciati quando gli utenti “autoconsumano” maggiormente l’energia durante le ore diurne, ossia nel periodo di maggiore rendimento dell’impianto, in modo da abbattere i costi sulla bolletta.

Generalmente gli impianti fotovoltaici riescono mediamente a garantire un ritorno economico in circa 10 anni, mutabili in base ai fattori prima accennati (coefficiente ammortamento = 9%)

Ipotizziamo l’installazione di un classico impianto domestico di 3 kw con un costo di installazione di 6 mila euro. Il risparmio in bolletta sarà di € 0,25 per Kwh e gli introiti ricavati dall’immissione di energia in rete saranno di € 0,10 per Kwh. Questa sarà la situazione per quanto riguarda le stime di consumo e i tempi di rientro di impianto nelle varie zone d’Italia, con percentuali di autoconsumo rispettivamente al 30%, 50%, 70% senza e con detrazione fiscale 50%:

Zona geografica Autoconsumo Risparmio
in
Bolletta
Contributo
Scambio
Sul Posto
Rendimento
complessivo
annuale
Ammortamento
senza
detrazione
Ammortamento
con
detrazione
50%
Nord
Italia
30% 247 €/anno 231 €/anno 478 €/anno
12,5 anni 6,2 anni
Nord
Italia
50% 412 €/anno 165 €/anno 577 €/anno
10,4 anni 5,2 anni
Nord
Italia
70% 577 €/anno 99 €/anno 676 €/anno
8,9 anni 4,5 anni
Centro
Italia
30% 292 €/anno 273 €/anno 565 €/anno
10,6 anni 5,3 anni
Centro
Italia
50% 487 €/anno 195 €/anno 682 €/anno
8,8 anni 4,4 anni
Centro
Italia
70% 682 €/anno 117 €/anno 799 €/anno
7,5 anni 3,8 anni
Sud
Italia
+isole
30% 337 €/anno 315 €/anno 652 €/anno
9,2 anni 4,6 anni
Sud
Italia
+isole
50% 562 €/anno 225 €/anno 787 €/anno
7,6 anni 3,8 anni
Sud
Italia
+isole
70% 787 €/anno 135 €/anno 922 €/anno
6,5 anni 3,3 anni

Gli incentivi

Conto energia

Dal settembre 2005 (Primo Conto Energia – DM 28/07/2005) a luglio 2013 lo Stato Italiano prevedeva il cosiddetto “Conto Energia”: un insieme di programmi incentivanti la produzione di energia elettrica prodotta da fonte fotovoltaica, ossia un finanziamento statale per ogni kWh prodotto. Dal 6 luglio 2013 con il raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro di costo cumulato, le disposizioni del Conto Energia non vengono più applicate.

Situazione attuale

Oggi, i costi per un impianto fotovoltaico sono nettamente calati, inoltre fino al 31 dicembre 2018 è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50%. Tale detrazione è ripartita in 10 rate annuali e anche l’IVA è ridotta al 10% fino a € 96 000 di spesa.
Recentemente è stata diffusa la bozza del Decreto FER, che prevede nel triennio 2018-2020 i nuovi incentivi  destinati alle Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Tenendo conto che gli impianti domestici possono godere delle detrazioni fiscali, gli incentivi sono dedicati agli impianti con potenza superiore ai 20 kW con differenti entità di incentivo:

  • per impianti dai 20 ai 100 kW, incentivi fino a 0,11 euro/kWh;
  • per impianti dai 100 ai 1.000 kW, incentivi fino a 0,09 euro/kWh;
  • per impianti superiori a 1 MW, incentivi fino a 0,07 euro/kWh.

Burocrazia

Nella realizzazione di un impianto fotovoltaico l’aspetto normativo non deve essere trascurato; bisogna tenere in considerazione gli aspetti urbanistici, paesaggistici, tecnici e fiscali. Dopo diversi anni, per gli impianti di piccola taglia non esistono più vincoli di tipo paesaggistico perciò fino a 3 Kw non sussiste l’obbligo di accatastamento.
Il catasto non è necessario nemmeno nel caso in cui la potenza nominale dell’impianto non sia superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari servite dallo stesso, e nel caso in cui le installazioni al suolo non abbiano un volume complessivo maggiore 150 m3.

Al di sotto dei 20 KW di potenza l’impianto necessita di una comunicazione preventiva al Comune oppure una Procedura Autorizzativa Semplificata. Nel secondo caso il richiedente si interfaccia con il solo gestore di rete (Enel Distribuzione) e l’impianto dovrà presentare tali requisiti:

  • deve allacciarsi ad un punto di prelievo già esistente e in bassa tensione, che non abbia altri impianti di produzione elettrica già collegati
  • deve essere di potenza inferiore o uguale a quella già impegnata sul punto di prelievo
  • dovrà allacciarsi in rete con la modalità di “Scambio sul Posto” con il Gse
  • deve essere realizzato su tetto

Se l’impianto fotovoltaico da installare è oltre i 20 kW (e fino ai 50 MW) o se il proponente non ha pieno titolo sulle aree o sugli immobili interessati allora dovrà ottenere l’ Autorizzazione Unica: la competenza non sarà più Comunale, ma Provinciale o Regionale a seconda dei casi.

Impianto fotovoltaico fai da te

Aspetto pratico

Gestire in prima persona determinati step dell’installazione, può portare a ridurre la spesa complessiva; esistono infatti i kit fotovoltaici che permettono di realizzare un impianto fotovoltaico “fai da te”. Naturalmente il consiglio è sempre quello di rivolgersi a dei professionisti soprattutto in riferimento alle parte elettrica e alle norme di sicurezza da tenere presenti già in fase di progettazione.

I kit fotovoltaici sono dei pacchetti “pronti all’uso” che contengono tutte le componenti necessarie per l’installazione autonoma di un impianto fotovoltaico. Sul mercato si possono trovare numerose offerte di kit fotovoltaici, infatti in base al tipo di esigenza del consumatore sono disponibili sia kit per impianti integrati che isolati o con batterie di accumulo, tutti a prezzi ragionevoli. Il sistema di imballaggio di ogni kit garantisce la corretta funzionalità di ogni apparecchiatura al suo interno.

Aspetto burocratico

Per la completa realizzazione di un impianto fotovoltaico “fai da te” è necessario prendersi carico anche delle pratiche burocratiche.
è necessario innanzitutto  chiamare in causa il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per un eventuale utilizzo dello “scambio sul posto” in modo da usufruire dei benefici del servizio; questa pratica si svolge online ormai da tempo pertanto è facile e veloce, basta andare sul sito del Gse e trovare le le istanze da compilare.

Allo stesso modo le pratiche obbligatorie Enel si possono gestire in autonomia chiamando direttamente “Enel Distribuzione” o scaricando la guida apposita dal loro sito.

Se si tratta di un impianto domestico deve essere coinvolta anche l’Agenzia delle Entrate per poter usufruire delle detrazioni fiscali. La procedura richiede semplicemente il pagamento della componentistica tramite bonifico bancario, indicando nella causale di versamento che si tratta di ristrutturazioni edilizie,  in modo da permettere la detrazione “ai sensi dell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986”; il tutto sarà presentato insieme alle fatture in sede di dichiarazione dei redditi.

Vantaggi e svantaggi

Conviene installare un impianto fotovoltaico? Si o no? Scopriamolo.

Vantaggi:

  • Costi di installazione ridotti grazie alle detrazioni fiscali Irpef e agli incentivi statali
  • Minori costi sulle bollette elettriche grazie all’autoconsumo di energia elettrica o all’eventuale remunerazione da parte del GSE (in caso di scambio sul posto)
  • Bassi costi di manutenzione, che sono periodici ma non troppo rilevanti
  • Zero costi di smaltimento impianto (solo se inferiore ai 10 Kw). Secondo il Decreto Legislativo n. 49/2014 (in particolare Art. 40), infatti tale costo non ricade sul proprietario ma sui produttori e sugli installatori
  • Rispetto per l’ambiente e per la salute collettiva, in quanto sfruttando una fonte di energia rinnovabile, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2
  • Permette di ridurre l’importazione estera delle materie prime usate a scopi energetici

Svantaggi:

  • Produzione energetica giornaliera non programmabile, fortemente influenzata dalle condizioni climatiche e dall’alternarsi delle stagioni
  • Importante esborso iniziale, soprattutto se si adottano soluzioni con accumulo
  • Tecnologia che potrebbe essere esposta a guasti o malfunzionamenti (succede in casi rari)

Conclusione

Abbiamo fatto un excursus generale sul mondo del fotovoltaico, soffermandoci sulle caratteristiche e su tutto ciò che è indispensabile sapere prima di installare un impianto. Considerato che i vantaggi hanno la meglio sugli svantaggi e che nel lungo periodo si possono constatare veramente risultati convenienti, personalmente ritengo che quello sul fotovoltaico sia un un investimento che vale la pena fare.
Ti sono servite queste informazioni? Hai argomenti da approfondire al riguardo? Lascia un commento o esprimi la tua opinione nella sezione dedicata.

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