Fibre di roccia

Fibre di roccia come materiale termoisolante

Materia prima

Roccia, in maggior parte d’origine vulcanica come il basalto e il diabase (per il 95-98%); vengono aggiunti anche minerali come la dolomite e il calcare. La materia prima è disponibile in grande quantità. L’estrazione comporta spesso gravi interventi nel paesaggio (cave), rumore e polvere.

Processo di produzione e contenuto di energia primaria

In una prima fase le rocce vengono fuse a temperature dell’ordine dei 1600 °C e poi sottoposte a centrifugazione per produrre la fibra, oppure introdotte in una serie di filiere al termine delle quali fuoriesce una fibra lunga e sottile, normalmente dello spessore di 2-20 mm. A questo punto viene trattato con un legante organico (olio di lino, resine fenoliche) e vengono formati dei materassini, pannelli e feltri di fibra che subiscono la polimerizzazione del legante mediante un passaggio del prodotto in un forno di cottura.

La produzione comporta rischi per la salute dei lavoratori a causa del sollevamento di polvere fina e di fibre nonché dell’uso di leganti sintetici. L’inquinamento ambientale è relativamente basso.

La polvere derivante dalla lana di roccia contiene micro-fibre (ca. del 5% peso), del diametro di ca. 5 m e della lunghezza fino ai 200 m, che possono entrare, attraverso le vie respiratorie, nei polmoni. Si sospetta che queste fibre siano cancerogene come quelle dell’amianto. Il contenuto di formaldeide è dello 0,7-3,2% del peso.

Impatti ambientali risultano dal consumo relativamente alto di energia primaria (ca. 400 kWh/m3).

Forme commerciali e applicazione

Il materiale è commercializzato in varie forme: rotoli, materassini, pannelli e feltri. Esistono varie applicazioni. Considerando il fatto che le fibre sono sospettate di essere cancerogene, i materiali dovrebbero essere usati solo in maniera adeguata a garantire che le fibre non possano diffondersi nell’aria degli ambienti confinati. La migliore applicazione è quella in intercapedini e altri spazi ben chiusi.

Nocività

Per i casi in cui il materiale viene applicato in maniera non corretta e che permette l’emissione di micro-fibre nell’aria degli ambienti confinati, valgono le considerazioni fatte in relazione alla nocività del processo di produzione e di lavorazione.

Comportamento in caso di incendio

La lana di rocca stessa non è infiammabile e non è combustibile, occorre però tenere conto del tipo di rivestimento con la quale viene presentata. Ci sono rivestimenti in carta kraft, kraft-alluminio, velo di vetro, cartone o velo di vetro bitumati, carta politenata, ecc. Nel caso di incendio, a partire da una temperatura di 300 °C, i leganti sintetici contenuti cominciano ad evaporare.

Comportamento a lungo termine

La fibra di roccia è definita chimicamente inerte e resiste a tutti i tipi di attacchi chimici. è inoltre imputrescibile e non costituisce nutrimento per insetti e roditori. Il materiale deve essere protetto contro l’umidità e l’acqua.

Riciclo e smaltimento

Materiali a base di lana di roccia non possono essere riutilizzati e non sono biologicamente degradabili. I rifiuti vengono portati a discarica.

Dati tecnici

Conduttività termica l 0,035-0,050 W/m K
Massa volumica r 80-150 kg/m3
Resistenza al vapore m 1-2, pressato 10
Resistenza alla compressione 0,1 kg/cm2
Resistenza al fuoco: Classe 0
Contenuto di energia primaria (CEP) 400 kWh/m3
Bibliografia
Wienke, U.: Manuale di Bioedilizia, 3° ed., Roma 2004

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