Recupero di Calore

Recupero di calore

L’espulsione all’esterno dell’aria esausta comporta sempre notevoli sprechi di calore e questo è contrario al principio del risparmio energetico. Molta energia può essere risparmiata, in inverno, con il recupero di calore dall’aria esausta in uscita. ll recupero richiede un impianto di ventilazione meccanica.

Gli edifici ad alta efficienza energetica sono pertanto dotati di impianti di ventilazione con scambiatori in cui il calore dell’aria in uscita (20°C) viene conferito all’aria fresca in entrata. Per ottenere buoni risultati, gli scambiatori devono avere un rendimento di almeno il 60-75 %.

Sono in uso due tipi di scambiatori:

1) scambiatori a vie incrociate

2) a flusso inverso.

I primi hanno un rendimento del 60 %, i secondi possono recuperare fino al 95 % del calore. E’ possibile anche l’installazione in serie di due scambiatori a vie incrociate, così il recupero sale fino all’80%.

Il recuperatore dovrebbe trovarsi all’interno dell’edificio termicamente ben isolato, per mantenere minime le perdite di calore; deve essere inoltre ben accessibile per le operazioni di  ricambio filtri e manutenzione. Negli scambiatori può formarsi della condensa che deve essere asportata e smaltita nella fognatura.

Nel caso di impianti di ventilazione autonomi, cioè della collocazione degli scambiatori e dei ventilatori all’interno di un alloggio, bisogna tenere conto della leggera rumorosità dell’impianto ed installarlo in un locale con pareti e porte acusticamente isolate. Affinché lo scambiatore non congeli a basse temperature, l’aria fresca aspirata può essere preriscaldata in uno scambiatore di calore interrato. A questo scopo, il tubo d’aspirazione va interrato per alcuni metri. Questo preriscaldamento riduce le perdite di calore dell’impianto durante il periodo di riscaldamento e, in estate, lo scambiatore interrato raffredda l’aria calda esterna in entrata.

Gruppi monoblocco

Per l’uso in alloggi a basso consumo energetico, l’industria produce apparecchi monoblocco che espletano tre funzioni: ventilazione, recupero di calore e produzione d’acqua calda. La dimensione di questi apparecchi non supera quella di un frigorifero con congelatore (0,6 x 0,5 x 1,8 m), pur contenendo anche un serbatoio per l’acqua calda sanitaria. Questi apparecchi funzionano a corrente continua (24 V) e hanno una potenza < 40 Watt, consentono un trasporto d’aria tra 80 e 210 m3/h e la loro potenza di ventilazione è compresa tra 0,3 e 0,45 Watt/m3 d’aria trasportata, possono essere inoltre collegati anche ad un collettore solare.

Recupero mediante una pompa di calore

Un’altra possibilità di recuperare calore dall’aria esausta la offre l’uso di una pompa di calore aria/aria. In questo caso l’aria fresca viene aspirata direttamente (senza tubi o canali) dall’esterno e il calore recuperato dalla pompa utilizzato per riscaldare l’acqua sanitaria. Il ventilatore e la pompa di calore possono essere integrati in un unico apparecchio. Spesso vengono anche integrati recuperatori a piastra per aumentare lo sfruttamento dell’aria esterna. Il COP della pompa di calore dovrebbe essere decisamente maggiore di 3, cioè produrre 1.000 W energia termica da 300 W elettrica.

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