|
EDITORIALE
|
|
|
-
-
CLIMATOLOGIA
-
-
Il volto antidemocratico dei climatologi
Di Uwe Wienke
- Il vertice sul
clima di Copenaghen è,come si sa, fallito. I climatologi
sono frustrati e se la prendono con la democrazia
accusandola di essere incapace a reagire alla minaccia
del cambiamento climatico e le sue conseguenze. Si
direbbe che forse preferiscano la dittatura.
|
 |
-
AP
- Più
nero non si può: un’immagine
frequentemente riportata quando si parla
della possibilità di una catastrofe
climatica.
|
- (01-01-2010) Il
fallimento del vertice sul clima di Copenaghen è il
risultato del fatto che non tutti i paesi considerano la
lotta contro il cambiamento climatico il maggiore
problema dei nostri giorni. I paesi in via di sviluppo e
quelli emergenti – capeggiati da Cina e India – devono
ancora lottare contro la povertà delle loro popolazioni.
Ed è questo il loro problema più grande.
-
- Certi climatologi non
capiscono o non vogliono capire questo fatto. Si sono
fissati sulle proprie previsioni che spacciano come
indiscutibile risultato della loro ricerca -
indiscutibile perché “scientifico”. Essi dimenticano che
non esiste nessuna teoria scientifica che non sia
discutibile ed è questo il bello della scienza. Se i
climatologi si ostinano a ritenere i risultati delle
loro ricerche assolutamente indiscutibili, sono davvero
scienziati pietosi.
-
- Si lamentano del fatto
che molti politici non ritengono le loro previsioni così
importanti da subordinare tutte gli altri problemi
politici a quella della lotta contro il cambiamento
climatico. I climatologi difendono a spada tratta la
loro posizione secondo cui l’umanità oggi si trova
davanti a un bivio storico e sostengono che la
continuazione della vecchia politica economica porti
direttamente a una catastrofe climatica senza
precedenti. Catastrofismi di questo genere li abbiamo
già sentiti molti anni fa da certi ambientalisti che,
come i climatologi oggi, si sentono chiamati a salvare
il mondo.
-
- Il climatologo tedesco
Hans Joachim Schellnhuber, direttore del Potsdam
Institut für Klimafolgenforschung (PIK) e consulente del
governo tedesco e dell’Unione Europea, chiede la
realizzazione di una vita sostenibile su scala mondiale
e una “grande trasformazione sociale”, senza tuttavia
spiegare che cosa intende con questa. Anche per altri
climatologi parte di questa “grande trasformazione” è un
“nuovo regime politico”. Nel loro libro "The Climate
Change Challenge and the Failure of Democracy", gli
australiani David Shearman e Joseph Wayne Smith
scrivono: “Per introdurre una politica che combatta
severamente le emissioni di gas serra abbiamo bisogno di
un governo autoritario”.
-
- E anche il climatologo
James Hansen del Goddard Spaceflight Center della NASA è
convinto che i processi democratici non funzioano nel
caso del cambiamento climatico. Anche James Lovelock,
padre dell’ipotesi GAIA, scrive nel suo libro “The
Vanishing Face of Gaia", che si debba rinunciare alla
democrazia se si vuole vincere la sfida del cambiamento
climatico. Secondo lui ci troviamo davanti a una vera e
propria guerra contro un futuro catastrofico.
-
- Queste affermazioni di
noti climatologi mi ricordano le parole di un vecchio
professore universitario italiano, convinto
ambientalista della sinistra, che molti anni fa mi
diceva che ci vorrebbe uno “Stalin ambientalista” per
farla finita una volta per tutte con la continua
distruzione dell’ambiente.
-
- Perché scienziati
chiedono un cambiamento radicale della politica? Perché
sono convinti al cento per cento della veridicità dei
risultati da loro ottenuti? O perché vogliono che la
politica faccia tutto quello che loro dall’alto della
loro visione del mondo ritengono necessario? Oppure
perché semplicemente vogliono solo dare più peso alla
propria professione?
-
- La democrazia possiede
indubbiamente delle debolezze. Per esempio, 70 anni fa,
le potenze democratiche non sono riuscite ad evitare la
Seconda Guerra Mondiale che ha portato a 55 milioni di
vittime, perché un solo dittatore guerrafondaio la
voleva. Ma la democrazia ha anche i suoi punti di forza
e questo lo dimostra lo stesso esempio. La Seconda
Guerra Mondiale fu vinta dall’alleanza di quattro stati
di cui tre erano democrazie e la quarta una dittatura.
Questo esempio dimostra che anche la democrazia è capace
di affrontare e risolvere gravi problemi.
-
- L’accusa dei
climatologi è che le democrazie sarebbero troppo lente
per essere in grado di evitare la catastrofe climatica,
pronosticata dagli stessi climatologi. Loro vogliono che
la politica la finisca con le infinite discussioni e
agisca subito e non rimandi a domani, nonostante che
questa catastrofe climatica sia solo un’ipotesi, lo
scenario peggiore. Questa catastrofe per certi gruppi è
già una realtà. Così, in un suo recente rapporto, il
Global Humanitarian Forum prevede annualmente 300 mila
morti a causa delle alte temperature e danni per 125
miliardi di dollari. Questa è pura aritmetica
catastrofista senza nessun concreto fondamento.
-
- La proposta dei
climatologi di agire preventivamente in questo momento a
me sembra la stessa cosa che se nel ‘900 qualcuno avesse
chiesto di intraprendere azioni contro la diffusione
delle automobili in previsione delle future vittime
della strada. Oggi, i problemi del traffico
automobilistico e anche le vittime della strada sono una
realtà con cui ci siamo abituati a convivere, così come
si abitueranno i nostri posteri a convivere con le
conseguenze del riscaldamento globale che probabilmente
non saranno tutte catastrofiche.
-
- L’atteggiamento
paradossale dei climatologi è stato commentato già molti
decenni fa dall’economista austriaco Friedrich von Hayek
(1899-1992) anche se in un altro contesto. Egli osservò
che sotto l’impressione dei forti progressi scientifici
si rafforza la convinzione di certi scienziati che il
mondo abbia bisogno di “un’ampia e razionale guida di
tutte le attività umane”. “Per questo motivo”,
aggiungeva Hayek, “le persone entusiaste del progresso
delle nozioni scientifiche diventano spesso nemici della
libertà”.
-
-
Lo stato autoritario non è già di per sé in grado di
risolvere meglio il problema delle emissioni di gas
serra. L’attuale Cina è uno stato autoritario, ma
sicuramente non è l’esempio auspicato dai climatologi e
dagli ambientalisti che dovrebbero finalmente capire che
gli altri possono e devono avere una visione diversa
delle cose.
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
EnergyPedia,
l'enciclopedia online dell'energia in costante sviluppo ed
ampliamento.
|
|
|
 |
|
|
-
-
-
-
-
-
|
|
Efficienza
energetica |
|
|
|
Edificio
& Energia |
|
|
|
Tecnologie
|
|
|
|
Cambiamento
climatico |
|
|
|
MiniWatt
Dossier
|
|
|
|