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Modulo 2 Comfort climatico nell'edificio
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Comfort igrotermico
 
Il comfort climatico non solo esige una buona qualità dell'aria, ma dipende anche dalla temperatura e dall'umidità della stessa. La sensazione di "caldo" e di "freddo" è intimamente collegata all'umidità. La temperatura e l'umidità dell'aria vengono percepiti insieme e pertanto si parla di comfort igrotermico.
 
Il comfort igrotermico dipende dall'intensità degli scambi termici fra l'uomo e l'ambiente circostante, dalla temperatura dell'aria e da quella delle superfici circostanti (pareti, soffitti, pavimenti). Le condizioni termiche in un ambiente sono da considerare buoni quando la somma della temperatura dell'aria e quella delle pareti è uguale alla temperatura media del corpo (37°C). Trovandosi in un ambiente con superfici fredde, il corpo irradia più calore e si avverte una sensazione di freddo anche se la temperatura dell'aria sembra sufficientemente alta. Il freddo che si sente dipende anche dal materiale della parete. Una parete di pietra assorbe il calore irradiato più rapidamente rispetto ad una parete di legno, perché il legno è un cattivo conduttore di calore.
 
Le condizioni igrotermiche sono più i confortevoli quando la temperatura delle superfici circostanti supera leggermente quella dell'aria e l'umidità dell'aria è compresa tra il 40 e il 70%. In queste condizioni il corpo umano non subisce notevoli perdite per irraggiamento. Il benessere termico che si avverte non è solo una questione del rapporto di temperature, ma possiede anche una componente soggettiva. Le condizioni igrotermiche sono buone quando sono percepite come gradevoli e questo stato di soddisfacimento può essere stabilito solo sperimentalmente. I fisiologi hanno pertanto eseguito tanti test con delle persone e definito dei campi di benessere igrotermico di cui il digramma in basso riporta un esempio.
La questione del comfort igrotermico si pone soprattutto nel periodo invernale e in quello estivo, quando la temperatura esterna e quella desiderata all'interno sono molto differenti. In estate, le temperature interne si possono mantenere facilmente nel campo del benessere termico, senza ricorrere al climatizzatore, con l'ombreggiatura delle finestre durante il giorno e la ventilazione notturna. Già una temperatura interna inferiore di pochi gradi (3-5°C) a quell’esterna viene percepita come gradevole. In inverno il problema si pone inversamente: il mantenimento del comfort termico, cioè il mantenimento di una temperatura tra 16 e 20°C, indipendentemente dalla temperatura esterna, richiede la fornitura di calore con la conseguenza di dover produrlo. La quantità di calore che deve essere prodotta in una casa dipende in primo luogo dalle prestazioni termiche della stessa. In una casa con alte prestazioni termiche, la temperatura interna, se 16 o 23°C, non incide molto sul consumo energetico, perché le perdite d'energia sono assai modesti.

Temperatura e umidità relativa ottimale nei vari ambienti

Ambiente
Temperatura 
(°C)
Umidità
relativa (%)
Soggiorno
Stanza da letto
Cucina
Bagno, doccia
WC
Corridoio
Scala, pianerottoli
16-20
12-16
12-14
20-22
20-22
12-14
10-12
40-60
50-70
50-70
50-70
40-50
40-60
60
 
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©Uwe Wienke  

Estratto da:

Aria - Calore - Luce
Il comfort ambientale negli edifici
di Uwe Wienke
 
DEI - Tipografia del Genio Civile, Roma, 2005, 17/24, ca. 380 pp. + CD-Rom, ISBN 88-496.1441-1. Prezzo: Euro 39,00