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dell'efficienza energetica
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energetica e alle relative tecnologie
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Direttore: Uwe Wienke,
architect SIA |
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Home |
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Progettazione di edifici energeticamente
efficienti |
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Modulo 2 |
Comfort climatico nell'edificio |
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- Comfort
igrotermico
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- Il
comfort climatico non solo esige una buona qualità dell'aria,
ma dipende anche dalla temperatura e dall'umidità della stessa. La sensazione di
"caldo" e di "freddo" è
intimamente collegata all'umidità.
La temperatura e l'umidità
dell'aria vengono
percepiti insieme e pertanto si parla di comfort igrotermico.
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Il
comfort igrotermico dipende dall'intensità degli scambi termici fra
l'uomo e l'ambiente circostante, dalla temperatura dell'aria e da quella
delle superfici circostanti (pareti, soffitti, pavimenti). Le condizioni termiche in
un ambiente sono da considerare buoni quando la somma della
temperatura dell'aria e quella delle pareti è uguale
alla temperatura media del corpo (37°C).
Trovandosi in un ambiente con superfici fredde, il corpo irradia
più calore e si avverte una sensazione di freddo anche se la
temperatura dell'aria sembra sufficientemente alta. Il freddo che
si sente dipende
anche dal materiale della parete. Una parete di pietra assorbe il calore
irradiato più rapidamente rispetto ad una parete di legno, perché il
legno è un cattivo conduttore di calore.
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Le condizioni igrotermiche sono più i confortevoli quando la
temperatura delle superfici circostanti supera
leggermente quella dell'aria e l'umidità
dell'aria è compresa tra il 40 e il 70%. In
queste condizioni il corpo umano non subisce notevoli
perdite per irraggiamento. Il benessere
termico che si avverte non è solo una questione del rapporto di
temperature, ma possiede anche una componente soggettiva. Le
condizioni igrotermiche sono buone quando sono percepite come
gradevoli e questo stato di soddisfacimento può essere stabilito solo
sperimentalmente. I fisiologi
hanno pertanto eseguito tanti test con delle persone e definito dei campi
di benessere igrotermico di cui il digramma in basso riporta un esempio.
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- La questione del
comfort igrotermico si pone soprattutto nel periodo
invernale e in quello estivo, quando la temperatura esterna e quella
desiderata all'interno sono molto differenti. In
estate, le temperature interne si possono mantenere facilmente
nel campo del benessere termico, senza ricorrere al climatizzatore, con
l'ombreggiatura delle
finestre durante il giorno e la ventilazione notturna. Già una temperatura interna
inferiore di pochi gradi (3-5°C) a
quellesterna viene percepita come
gradevole. In inverno il problema si pone inversamente: il
mantenimento del comfort termico, cioè il mantenimento di una
temperatura tra 16 e 20°C, indipendentemente dalla temperatura esterna,
richiede la fornitura di calore con la conseguenza di dover produrlo. La
quantità di calore che deve essere prodotta in una casa dipende in
primo luogo dalle prestazioni termiche della stessa. In una casa con
alte prestazioni termiche, la temperatura interna, se 16 o 23°C, non
incide molto sul consumo energetico, perché le perdite d'energia sono
assai modesti.
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Temperatura
e umidità relativa ottimale nei vari ambienti
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- Ambiente
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- Temperatura
-
(°C)
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- Umidità
- relativa
(%)
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- Soggiorno
- Stanza da
letto
- Cucina
- Bagno, doccia
- WC
- Corridoio
- Scala,
pianerottoli
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- 16-20
- 12-16
- 12-14
- 20-22
- 20-22
- 12-14
- 10-12
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- 40-60
- 50-70
- 50-70
- 50-70
- 40-50
- 40-60
- 60
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Argomenti
collegati |
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| ©Uwe Wienke |
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Estratto da: |
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Aria
- Calore - Luce
- Il
comfort ambientale negli edifici
- di
Uwe Wienke
-
- DEI
- Tipografia del Genio Civile, Roma, 2005,
17/24, ca. 380 pp. + CD-Rom, ISBN
88-496.1441-1. Prezzo:
Euro 39,00
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