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Direttore: Uwe Wienke, architect SIA

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Progettazione di edifici energeticamente efficienti
   
Modulo 4 Costruire secondo il clima
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Architettura bioclimatica
 
In passato, quando il carbone, il petrolio e il gas naturale non erano disponibili, in tutto il mondo, gli edifici venivano progettati e costruiti in rapporto al clima locale e alle sue variazioni stagionali sfruttando l'energia solare per il riscaldamento e il vento per il raffrescamento. Questo modo di costruire, che oggi è chiamato “bioclimatico”, non causava né costi supplementari né inquinamento alcuno.
 
L'aspetto climatico è evidente anche nell'architettura tradizionale delle nostre regioni, ma è molto palese nelle architetture tradizionali delle regioni con climi estremi. Nelle regioni molto fredde e battute da forti venti, le case sono quasi interrate, solo la parte orientata verso Sud rimane visibile. Nelle regioni con un clima caldo e secco, come in Africa e nello Yemen, le case possiedono muri d'elevato spessore che riparano dal sole e sono dotate di ricercati sistemi di ventilazione, mentre nelle regioni con un clima caldo e umido, come in Polinesia, le case tradizionali sono aperte su tutti i lati e offrono un massimo di ventilazione. Costruire in rapporto alle condizioni climatiche locali è un uso molto antico ed è proprio questa pratica che, insieme all’uso di materiali locali, ha dato origine alla diversità delle espressioni architettoniche che troviamo nel mondo.
 
Clima temperato
Clima caldo e secco
Clima caldo e umido
Clima freddo
Ancora oggi si trovano in Italia alcune tipologie architettoniche tradizionali palesemente sviluppate in rapporto alle condizioni climatiche locali. Uno di queste è il "trullo" della Puglia.
 
Nel clima caldo della Puglia, la grande massa muraria del "trullo" ha la funzione di regolatore termico che di giorno assorbe il calore prodotto dalla radiazione e di notte lo restituisce livellando le escursioni di temperatura all'interno della costruzione tanto che in estate la temperatura interna rimane sempre di parecchi gradi inferiore a quella esterna.
Gruppo di trulli
I pregi dell'architettura tradizionale sono stati riscoperti dall'architettura bioclimatica. Essa cerca di sfruttare gli apporti energetici naturali in maniera passiva, prima di ricorrere a impianti tecnologici (solare attivo). Già con semplici accorgimenti progettuali si possono migliorare notevolmente le caratteristiche termiche di un edificio. Un giusto orientamento dell'edificio verso il sole, una forma compatta dello stesso, un'adeguata disposizione e dimensione delle finestre aiutano a risparmiare energia e a creare ottime condizioni climatiche interne nel corso di tutto l'anno. Una casa progettata e costruita secondo i criteri dell'architettura bioclimatica esige meno energia e offre un comfort climatico più elevato del solito.
 
Progettare gli edifici in riguardo alle condizioni climatiche del luogo e in rapporto al sole è oggi diventato imperativo per due motivi: per risparmiare energia e per ridurre le emissioni che si collegano alla combustione di risorse fossili. Progettare l'edificio in rispetto al clima è il primo passo verso la sua efficienza energetica.
 
Edificio solare moderno
Bisogna però mettere bene in chiaro che l'efficienza energetica di un edificio è solo uno dei molti aspetti da considerare nella progettazione. L'obiettivo principale è sempre quello di ottenere buone condizioni climatiche all'interno e questo in tutte le stagioni. Molto diffusa oggi  è l'idea di dover procurare all'edificio un massimo di apporti energetici solari, ma questo obiettivo vale solo per l'inverno. In estate, un edificio deve invece riparare dal sole e dal caldo ed offrire ombra e freschezza. Armonizzare questi due obiettivi sembra difficile, invece non lo è. In primo luogo bisogna attenuare gli scambi termici tra interno ed esterno, ciò che si ottiene in primo luogo con l'isolamento dell'involucro edilizio che assume una delle funzioni degli spessi muri in pietra e in mattone degli edifici storici, quella cioè di attenuare gli scambi termici.
 
La progettazione di edifici climatici è oggi facilitata da software che consentono la simulazione dei flussi energetici dall’esterno all’interno di un edificio e viceversa.
 
È da annotare che praticamente non esiste un edificio il cui fabbisogno energetico possa essere coperto esclusivamente in maniera passiva. I sistemi solari impiegati negli edifici a basso consumo energetico sono normalmente ibridi. Si sfrutta l’energia solare in maniera passiva, ma si fa uso anche di altre tecnologie. L’uso passivo dell’energia è però fondamentale, perché solo quando la maggior parte, circa l’80%, del fabbisogno energetico è coperto in maniera passiva, le tecnologie “attive” possono essere economicamente impiegate.
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©Uwe Wienke  
   

Estratto da:

Aria - Calore - Luce
Il comfort ambientale negli edifici
di Uwe Wienke
 
DEI - Tipografia del Genio Civile, Roma, 2005, 17/24, ca. 380 pp. + CD-Rom, ISBN 88-496.1441-1. Prezzo: Euro 39,00