MiniWatt.it
Il sito dell'efficienza energetica
 
 
MiniWatt.it è un servizio d'informazione online dedicato all'energia, al risparmio energetico, all'efficienza energetica e alle relative tecnologie

Risparmiare energia non è più una scelta, ma           una vera e propria necessità di vita

Direttore: Uwe Wienke, architect SIA

Home
Progettazione di edifici energeticamente efficienti
   
Modulo 4 Costruire secondo il clima
Introduzione
Le basi
Comfort climatico
Risparmio energetico
Costruire secondo il clima
Energia ed ecologia
Sistemi tecnologici
Valutazione
Esempi
Glossario
e-mail
 
 
 
 
 
Le condizioni climatiche in Italia
 
Tutti gli edifici bisogna progettare in rapporto alle condizioni climatiche locali. La progettazione richiede pertanto a conoscenza di queste condizioni, soprattutto se si costruisce in un paese come l'Italia, dove, tra le Alpi e l'isola di Pantelleria (47° e 37° latitudine nord), si riscontrano grandi differenze climatiche.
 
Il clima in Italia è generalmente temperato. Solo raramente si hanno temperature più alte di 40 °C d'estate, o temperature inferiori ai 10 gradi sotto lo zero d'inverno. Le stagioni sono abbastanza ben definite: l'inverno è generalmente freddo, la primavera piovosa con giornate di sole, l'estate calda e secca e l'autunno sereno, più raramente piovoso, ma mai rigido.
 
Il Nord-Italia, ovvero la parte compresa tra le Alpi e l'Appennino Tosco-Emiliano, è la zona meno influenzata dall'azione temperante del mare ed ha un clima molto rigido d'inverno (nelle città del Nord-Italia, infatti, non sono rare le nevicate nei mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio), mentre l'estate è molto calda (a volte addirittura torrida) e con alti livelli di umidità.
 
Il Centro dell'Italia, compreso approssimativamente tra la Liguria e Roma, ha un clima temperato, che non presenta grandi differenze tra le stagioni estreme, anche se si può passare da un inverno piuttosto rigido ad una stagione estiva molto calda.
 
Il Sud (che comprende anche le isole maggiori, la Sicilia e la Sardegna) ha un clima secco e generalmente caldo, con scarse precipitazioni e periodi di vera e propria siccità. L'inverno non è mai troppo rigido e l'autunno e la primavera hanno temperature più vicine a quelle estive delle altre zone d'Italia che a quelle invernali.
 

In quanto detto non rientrano, ovviamente, le zone di montagna, ossia le zone appenniniche del centro e del sud, che hanno un clima più freddo delle pianure, a causa dell'altezza sul livello del mare. Non bisogna trascurare, infatti, il ruolo che il Mediterraneo, che circonda la penisola su tre lati, ha sul clima italiano. Le zone costiere sono meno calde durante l'estate e meno fredde durante l'inverno rispetto alle zone interne.
 
In considerazione delle differenze climatiche, il territorio italiano è stato suddiviso in 6 zone climatiche (da A a F) definite in base ai gradi-giorno, un indicatore grossolano delle condizioni climatiche, ma non esauriente per descrivere il clima di un determinato luogo.
 
I gradi-giorno (GG) sono la somma delle differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20°C, e la temperatura media esterna giornaliera, per tutti i giorni del periodo annuale di riscaldamento. Un alto numero di GG indica un clima invernale freddo, uno basso un clima mite. I GG dei singoli capoluoghi italiani sono riportati nell'allegato A del D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412.
Zona A B C D E F
GG  <600 600-900 900-1400 1400-2100 2100-3000 >3000
 
Più indicativi sono i dati climatici contenuti nella norma UNI 10349 che si riferiscono ai capoluoghi di Provincia. Nei prospetti della norma si trovano le temperature medie mensili, l'irradiazione solare, la frequenza e la direzione dei venti. I dati vengono continuamente registrati, raccolti e pubblicati dagli osservatori meteorologici. Trattandosi di valori medi e riferiti al luogo dell'osservatorio, anch'essi possono sensibilmente differire dall'effettivo clima locale
 
Le temperature
Uno dei più importanti fattori che influiscono sul fabbisogno termico di un edificio sono le temperature medie mensili che, in Italia, variano notevolmente da nord a sud come si vede dal grafico sottostante che mostra le temperature medie mensili di Bolzano e di Palermo.
Microclima
I valori dei dati climatici sono riferiti al luogo dell'osservatorio e possono sensibilmente differire dal clima di uno specifico sito. Il clima di un sito, detto microclima, dipende da vari fattori quali l'altitudine, l'esposizione al sole e ai venti, la vegetazione, i corpi d'acqua di superficie, ecc. In pianura le temperature medie sono di qualche grado più elevate di quelle riscontrabili in collina, ma la pianura è più frequentemente oggetto di nebbia che si forma in particolare lungo i corsi d'acqua e che riduce le ore di sole.
 
Le temperature medie annue riferite ad una località variano anche in rapporto all'altitudine. Ogni 100 metri di differenza d'altitudine corrispondono ad una diminuzione della temperatura pari a 0,5 K. Ciò vuol dire che ad un'altitudine di 1000 metri esse saranno di circa 5 K inferiori rispetto a quelle rilevabili a livello del mare. Un lago ha normalmente un effetto mitigante sul clima, perché l'acqua perde solo lentamente il calore assunto in estate, quindi le escursioni termiche sono meno rilevanti. Il microclima di un sito può essere anche leggermente modificato tramite l'impianto di alberi e di siepi sempreverdi che riparano dai venti freddi e la creazione di specchi d'acqua la cui evaporazione ha un effetto raffrescante.
 
Differenze di temperatura si registrano anche tra aree urbane e campagna. Le temperature in campagna sono normalmente inferiori di alcuni gradi rispetto a quelle in città, dove gli edifici frangono i venti e la loro massa ritiene il calore. Un fattore che influisce molto sul microclima, è l'insolazione del sito in dipendenza della sua esposizione. I maggiori apporti solari li ricevono i versanti che declinano in direzioni comprese tra SE e SO, perché questo orientamento garantisce alti apporti solari.
 
Il vento
Il vento è un fattore rilevante perché in inverno raffredda l' edificio causando maggiori perdite di calore, mentre in estate può essere sfruttato per il raffrescamento.
 
I venti freddi, provenienti normalmente da N o da NE, sono benvenuti in estate quanto portano freschezza, ma in inverno, quando l’edificio è riscaldato, raffreddano notevolmente l'involucro dell'edificio e causano perdite di calore. Questo è un fatto da prendere in considerazione nel dimensionamento dell'isolamento termico e nella disposizione delle aperture. Sui lati particolarmente esposti ai venti freddi, l'isolamento termico dovrebbe essere più efficace e le aperture più piccole. Più efficace è l'isolamento termico, meno si sentirà all'interno l'influenza dei venti freddi.
 
In zone collinari o montuose ci si può riparare dai venti freddi scegliendo siti su versanti sottovento, esposti verso S o SO, che godono anche dei più alti apporti solari. In pianura le case possono essere protette da siepi, alberi o da altri edifici che formano una barriera contro i venti freddi. Ovviamente, per garantire un sufficiente riparo in inverno, gli alberi dovranno essere sempreverdi.
 
La norma UNI 10349 distingue, per l'Italia, 5 zone di vento (prospetto III della norma) e riporta, per i singoli capoluoghi, i valori della media annuale della velocità giornaliera del vento (prospetto XIV della norma).
 
Tuttavia, nel caso di edifici termicamente ben isolati, come quelli ad alta efficienza energetica, il vento invernale aumenta le perdite di calore solo dell'1-2 per cento e gli edifici passivi sono praticamente insensibili al vento.
Argomenti collegati
 
©Uwe Wienke  
   

Estratto da:

Aria - Calore - Luce
Il comfort ambientale negli edifici
di Uwe Wienke
 
DEI - Tipografia del Genio Civile, Roma, 2005, 17/24, ca. 380 pp. + CD-Rom, ISBN 88-496.1441-1. Prezzo: Euro 39,00