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Il sito
dell'efficienza energetica
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energetica e alle relative tecnologie
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Direttore: Uwe Wienke,
architect SIA |
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Home |
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Progettazione di edifici energeticamente
efficienti |
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Modulo 6 |
Sistemi tecnologici |
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- Riscaldare
con la ventilazione
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Negli
edifici passivi,
l'impianto di ventilazione riscalda
anche gli ambienti e ciò consente di rinunciare ad un
impianto convenzionale di riscaldamento. Il riscaldamento
mediante la ventilazione è però indicato solo nel caso in cui
la temperatura dell'aria insufflata non deve superare di molto i 20 °C e questo è
possibile solo negli edifici passivi grazie alle esigue
perdite di calore. L'aria esterna è normalmente riscaldata
da scambiatori con un rendimento del 90% e il fabbisogno rimanente di calore
viene coperto da un gruppo
elettrico o da una piccola pompa di calore. L'aria fresca riscaldata viene
insufflata in una parte dell'alloggio e quella esausta aspirata
in un'altra.
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Riscaldare
con la ventilazione senza immettere aria troppo calda non è possibile in edifici
convenzionali, mentre lo è negli edifici passivi, perché
questi hanno un fabbisogno termico
così esiguo che la quantità di calore necessario per compensare
le perdite può essere fornita con l’aria ad una temperatura
di poco superiore ai 20°C.
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Riscaldare
gli ambienti con il normale ricambio d'aria è possibile solo quando la potenza
richiesta non supera i 10 W/m2. Con
questa potenza si può alzare la temperatura di 1 m3 d’aria esterna da –10°C all'esterno
a +20°C ,
cioè di 30 K.
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- Facciamo
un
esempio riferibile ad una casa
con una superficie di
100 m2 e un volume di 270 m3: ipotizzando un tasso di ricambio di 0,4/h, la
quantità d’aria da ricambiare è di 0,4 x 270 m3 =
108 m3/h ossia di 1,08 m3/m2. Per
raggiungere la temperatura di 20°C quando
all’esterno si registrano –5°C, la temperatura dell’aria deve essere
aumentata di 25
K. Quindi si ha:
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- 1,08
m3/m2 * 25 K * 0,33 Wh/(m3 K) = 8,9
W/m2
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- dove
il valore 0,33 Wh/(m3 K) è la capacità termica dell'aria.
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Una temperatura di –10°C è molto rara nell’Italia peninsulare. Per
raggiungere i desiderati 20 °C, la
temperatura dell’aria esterna, raramente si deve innalzarla di 30 K. La potenza di 10 W/m2 è dunque
richiesta solo eccezionalmente e per pochi giorni.
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Il
buon funzionamento del riscaldamento tramite ventilazione
richiede perdite minime per trasmissione e un'elevata
impermeabilità dell'involucro (assenza di infiltrazioni d'aria
fredda). Infatti, la trasmittanza termica U dell'involucro
edilizio di questi edifici è di soli 0,15 W/(m2 K) e
quella delle finestre di 0,8 W/(m2 K).
L'impermeabilità garantisce un ricambio d'aria per infiltrazione
n50 < 0,6. Il raggiungimento di questi valori
richiede un’elevata precisione di progettazione e di costruzione.
Gli errori tollerabili sono notevolmente minori di
quelli ammissibili nei sistemi di riscaldamento ad
acqua.
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Argomenti
collegati |
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©Uwe Wienke |
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Estratto da: |
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Aria
- Calore - Luce
- Il
comfort ambientale negli edifici
- di
Uwe Wienke
-
- DEI
- Tipografia del Genio Civile, Roma, 2005,
17/24, ca. 380 pp. + CD-Rom, ISBN
88-496.1441-1. Prezzo:
Euro 39,00
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