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Architettura
solare
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L'architettura
solare cerca di sfruttare gli
apporti
di energia solare per
fornire agli edifici energia termica ed
elettrica necessaria per il riscaldamento, la
produzione d'acqua calda sanitaria,
l'illuminazione, la ventilazione, ecc.,
tramite l'impiego di sistemi passivi e attivi, di solito
in combinazione tra loro. Lo sfruttamento
passivo si ottiene senza l'impiego
di speciali impianti tecnologici, come, per esempio,
tramite l'idoneo orientamento dell'edificio
verso il sole, lo sviluppo planimetrico, un
rapporto vantaggioso tra superficie e
volumetria, ecc. Lo scopo è quello di
procurare all'edificio un massimo apporto d'energia solare in inverno e di prevenire il
suo surriscaldamento in estate. I dispositivi
di sfruttamento vengono abbinati a
provvedimenti che riducono il fabbisogno
energetico, per esempio tramite un elevato
isolamento termico.
Lo sfruttamento attivo
consiste
invece nell'impiego di sistemi tecnologici
come
collettori
solari, impianti fotovoltaici ed
eolici (fotovoltaico),
pompe di calore,
ecc. I sistemi attivi includono anche il
recupero del calore prodotto
dall'illuminazione, da apparecchiature e da
quello emesso dalle persone. Il più grande
problema dell'architettura solare è quello
della conservazione dell'energia per quei
periodi in cui gli apporti naturali sono
insufficienti. Per la conservazione
dell'energia vengono sperimentati vari
sistemi, come ad es. l'accumulo del calore in
corpi solidi (strutture portanti, muri
Trombe, massicciate, pali
energetici, ecc.) e liquidi (acqua), nonché
la conversione diretta dell'energia solare in
energia elettrica (fotovoltaica) conservabile
in batterie o trasformabile in energia chimica
(idrogeno).
L'applicazione di questi provvedimenti e
tecnologie consente la costruzione di edifici
energeticamente quasi autosufficienti (edifici
a basso consumo energetico).
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