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Atomo
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La più piccola frazione di un
elemento in grado di conservarne le caratteristiche chimiche e
fisiche. L'atomo è una struttura complessa costituita da
diversi tipi di particelle:
protoni
(che portano una carica positiva),
neutroni
(elettricamente neutri) ed
elettroni
(che portano una carica negativa). Protoni e neutroni (a loro
volta formati da particelle elementari, dette
quark)
sono riuniti nel nucleo, intorno al quale sono distribuiti gli
elettroni. Il diverso numero di protoni nel nucleo caratterizza
i differenti elementi (quelli finora noti sono ca. 110): tale
numero è detto numero atomico (Z); il numero dei
nucleoni (cioè la somma del numero di protoni e neutroni) è
definito invece numero di massa A (o massa atomica
o peso atomico). In un atomo elettricamente neutro, il
numero dei protoni e di elettroni si uguaglia (gli elettroni
possono essere in parte perduti o acquistati da un atomo nel
corso di una reazione chimica; in tal caso si forma,
rispettivamente, uno ione positivo o catione e uno
ione negativo o anione, ma l'individualità
chimica dell'atomo rimane inalterata). Gli elementi sono
ordinati nel sistema periodico secondo il numero atomico degli
atomi che li caratterizzano. Tutti gli elementi posseggono atomi
che, pur avendo uguale numero atomico,hanno diversa massa
atomica, dovuta alla presenza nel nucleo di un differente numero
di neutroni: tali atomi sono detti
isotopi
e alcuni sono instabili e quindi radioattivi (è per l'esistenza
degli isotopi che il numero di massa di un elemento non è un
numero intero. in quanto risulta dalla media pesata dei numeri
di massa dei vari isotopi). L'unità di misura del peso atomico
è l'unità di massa atomica o a.m.u. (atomic mass unity)
ed è fissata in 1/12 della massa del carbonio-12 (6 protoni r 6
neutroni) e coincide con il numero di massa. Quando due o più
atomi di uno stesso elemento si combinano, si formano
molecole
eteroatomiche e in tal caso si ottengono composti chimici.
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Il nucleo
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Praticamente la totalità della
massa dell'atomo si concentra nel nucleo (essendo la massa
dell'elettrone poco meno di 2000 volte inferiore a quelle del
protone e del neutrone). Protoni e neutroni sono anche chiamati
collettivamente nucleoni. All'interno del nucleo la
repulsione elettrica tra i protoni carichi positivamente è
molto intensa: il nucleo è mantenuto unito da una forza
specifica, detta interazione
(o forza) nucleare forte, di natura diversa
dalle forze gravitazionale ed elettrica che agiscono nel mondo
macroscopico. La forza nucleare forte è estremamente intensa,
ma decresce molto rapidamente all'aumentare della distanza tra i
nucleoni (al raddoppiare della distanza diminuisce di 100
volte); perciò il nucleo, quando le sue dimensioni aumentano
tanto da non permettere alla forza forte di superare quella
elettrica repulsiva, tende a rompersi e a trasformarsi in nuclei
più stabili. La massa del nucleo atomico non è mai esattamente
uguale alla somma delle masse dei singoli protoni e neutroni che
lo compongono, ma risulta leggermente inferiore (difetto di
massa), perché una parte di essa si presenta sotto forma di
energia che lega i nucleoni tra loro (massa ed energia sono
equivalenti, secondo la
teoria
della relatività di
Einstein).
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La distribuzione degli
elettroni
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Gli elettroni sono disposti
attorno il nucleo secondo criteri non casuali: il raggio delle
orbite a cui essi sono vincolati può infatti assumere solo
valori multipli interi del cosiddetto raggio di
Bohr,
che è il raggio dell'orbita più interna. A ogni orbita
corrisponde una certa energia media dipendente dalla distanza
dal nucleo. Le orbite sono sferiche o ellissoidali; la forma
diversa determina lievi, ma importanti, differenze tra l'energia
delle orbite di uno stesso livello energetico. Inoltre, ogni
orbita segue un orientamento in base alla magnetizzazione
dell'elettrone (che, essendo una carica elettrica in moto, si
comporta come un piccolo ago magnetico). Perciò, per conoscere
lo stato di un elettrone bisogna misurarne energia media,
forma dell'orbita e magnetizzazione; nonché lo
spin,
una grandezza puramente quantistica, che si può immaginare come
un momento angolare
dovuto alla rotazione dell'elettrone su se stesso. Le quattro
"coordinate" che identificano un elettrone nell'atomo
sono detti numeri quantici principali. Essi sono numeri
interi; tranne lo spin che può assumere solo i valori -1/2 e
+1/2.
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Le orbite degli elettroni
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Per ogni livello di energia sono
possibili 2 orbite di forma diversa, cioè con diverso numero
quantistico azimutale; su ogni orbita possono muoversi solo due
elettroni, che devono possedere spin opposti (principio di
esclusione di
Pauli,
dal nome del fisico tedesco
W.
Pauli che lo formulò nel 1925). Ai vari livelli energetici
vengono associate le lettere maiuscole K, L, M, N....., mentre
alle varie orbite vengono associate le lettere minuscole s, p,
.....All'interno di un atomo, per indicare un'orbita di un certo
livello energetico si premette al simbolo dell'orbita il valore
di n (che rappresenta l'energia dell'elettrone) del
livello stesso: l'orbita s del livello N, per esempio, è
simbolizzata dalla scrittura 4s. Tra due livelli energetici
l'elettrone tende a "occupare"sempre quello a energia
minore. In base a questo principio, nell'idrogeno
l'unico elettrone si trova nell'orbita 1s; nel litio, dei
tre elettroni, due si trovano su 1s e uno deve occupare l'orbita
successiva 2s. A mano a mano che il numero atomico
aumenta, vengono riempiti tutti i livelli energetici e la
orbite: gli elementi conosciuti arrivano fino all'orbita 7s.
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Salti di orbita e
ionizzazione
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Se si fornisce energia ad un
elettrone (cioè se lo si eccita), per esempio, per mezzo
di una radiazione di frequenza opportuna, esso salta su
un'orbita superiore per poi ritornare sull'orbita di partenza
perdendo l'energia in eccesso sotto forma di luce, o di un altro
tipo di onda elettromagnetica. Se l'energia fornita è superiore
all'energia che caratterizza l'orbita più esterna, l'elettrone
viene strappato all'atomo, che si carica positivamente (ionizzazione).
Ogni atomo possiede livelli energetici fissi e di conseguenza
determinati sono anche i possibili salti di orbita dei suoi
elettroni: per questo, il colore (cioè la lunghezza d'onda)
della luce emessa da un elemento allo stato gassoso è
caratteristico e ne determina lo spettro.
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Orbite e orbitali
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Finora, per comodità
espositiva, si è parlato di orbite, traiettorie, energie e
altre grandezze fisiche secondo il modello classico formulato
prima dell'elaborazione della teoria quantistica. Secondo la
visione moderna, determinata dal principio di indeterminazione
di
Heisenberg, non
ha più senso parlare di traiettoria: quello che si può
conoscere è la possibilità che l'elettrone si trovi in una
certa posizione in un certo istante e che successivamente si
trovi in un altro punto. Perciò al concetto di orbita è stato
sostituito quello di orbitale, che rappresenta in termini
matematici la regione di spazio in cui la probabilità di
trovare l'elettrone è massima. Quando gli atomi si combinano
formando molecole, si
stabiliscono tra di essi legami dovuti, in molti casi, alla
messa in compartecipazione dei loro elettroni più esterni. Ciò
comporta che i loro orbitali atomici si sovrappongano e si
modifichino, trasformandosi in orbitali molecolari.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Atomo |
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