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Centrale
elettronucleare
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- Impianto che trasforma l'energia
di legame tra i nucleoni di alcuni elementi chimici pesanti in
energia termica, che viene convertita in energia elettrica
come nelle centrali termoelettriche.
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Principio di funzionamento
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- Centrale nucleare di
Tremelin (Repubblica Ceca)
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- I reattori nucleari sono
schematicamente costituiti da una struttura in cui si trova il
combustibile nucleare (principalmente uranio 238 arricchito)
detta nocciolo, nella quale avvengono le razioni di fissione
nucleare, e da un insieme di apparecchiature ausiliarie che
provvedono ad asportare il calore prodotto dalla fissione e a
convertirlo in altre forme di energia. Queste apparecchiature
ausiliarie sono in larga misura identiche a quelle usate nelle
centrali termoelettriche convenzionali. All'interno del
nocciolo, il combustibile nucleare è presente sotto forma di
barre o di pastiglie, intercalate ad acqua, acqua pesante,
grafite o berillio con la funzione di moderatori di neutroni,
cioè di rallentare i neutroni perché possano generare più
facilmente la fissione nei nuclei del combustibile. Per
controllare questa reazione a catena, nel nocciolo possono
essere inserite le barre di controllo, composte da sostanze (per
esempio cadmio e boro) in grado di assorbire i neutroni: il loro
maggiore o minore inserimento permette di controllare il numero
di neutroni disponibili per la fissione. Attraverso il nocciolo
circola il fluido di raffreddamento che ha lo scopo di sottrarre
il calore prodotto e di portarlo alle apparecchiature per
trasformare il calore in energia elettrica o meccanica. Il
fluido di raffreddamento deve assorbire pochissimo i neutroni e
realizzare uno scambio termico ottimale; le sostanze più usate
sono l'acqua, il sodio liquido (nei reattori superveloci), il
biossido di carbonio e l'elio. Vi sono infine reattori che con
accorgimenti particolari, come l'uso di una camicia di uranio-238
posta attorno al nocciolo e che assorbe i neutroni veloci non
rallentati dal moderatore, sono in grado di produrre più
combustibile di quanto ne consumano. Questi reattori (detti
superveloci, rigenerativi o autofertilizzanti) pongono seri
problemi di sicurezza, poiché il combustibile prodotto è
plutonio 239, utilizzabile anche per la costruzione di armi
atomiche.
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Tipologie
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Reattori
ad acqua leggera: il fluido raffreddante è acqua
leggera, più abbondante in natura, formata la isotopo idrogeno 1H
che funge anche da moderatore. Il combustibile è
normalmente uranio arricchito con una percentuale di U- 235
compresa tra 1,5 e 6%. I reattori ad acqua leggera sono di
solito:
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Reattori
ad acqua in pressione (PWR): il fluido raffreddante (acqua
pressurizzata) circola in un circuito chiuso, detto circuito
primario; tramite uno scambiatore cede il calore ad un
circuito secondario con un generatore di vapore; il vapore
aziona poi le turbine. Con questo sistema si evita che il
circuito secondario e le apparecchiature che generano l'energia
elettrica non vengono contaminati (non diventano radioattivi).
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Reattori
ad acqua bollente (BWR): L'acqua raffreddante nel serbatoio
pressurizzato è direttamente trasformato in vapore che aziona
le turbine. I circuiti dell'acqua e del vapore si trovano
pertanto nell'area di controllo (area di probabile
contaminazione).
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Reattori
ad acqua pesante: Il fluido raffreddante contiene acqua
pesante (D2O)m
deuterio, che assorbe meno neutroni. Il combustibile può
pertanto essere uranio naturale contenente una percentuale di
U-35 circa del 0,7%.
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Reattori
a metallo liquido (reattori autofertilizzanti):
Il reattore autofertilizzante produce durante l'esercizio
plutonio e contente pertanto uno sfruttamento del combustibile
maggiore del 60%. Il metallo liquido (per esempio sodio),
utilizzato come raffreddante, non frena i neutroni. Il vapore
per le turbine è ottenuto tramite uno scambiatore di calore.
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Reattore
a torio-232:
Il
torio-232, che si trasforma per cattura di neutroni in
uranio-233, si trova in sfere di grafite raffreddate da elio.
L'elio si riscalda fino a 1000°C e il calore è utilizzato per
produrre vapore per azionare la turbina, oppure il caldo gas di
elio è direttamente trasportato ad una turbine a gas.
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Rendimento
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Il
rendimento elettrico delle
centrali nucleari è normalmente inferiore rispetto a quello di
altre centrali termoelettriche. Perché?
Il
cosiddetto rendimento elettrico di una centrale indica la
qualità della trasformazione energetica;
è il rapporto tra la
quantità di energia risultante, nel nostro caso la quantità di
elettricità, e la quantità di energia fornita, per esempio
sotto forma di combustibile.
Il
massimo rendimento teoricamente raggiungibile di una centrale
termoelettrica, e anche una centrale nucleare appartiene a
questa categoria, risulta dalla differenza della temperatura del
vapore che entra nella turbina e la temperatura del vapore in
uscita, misurata in
kelvin
(K). Il rendimento ottenibile dipende quindi dalla temperatura
massima raggiungibile del vapore.
Nelle centrali termoelettriche a carbone
più moderne
si
ottengono temperature massime di circa 580 °C. Con questa
temperatura
si ottiene un rendimento di circa il 43%.
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Nel
caso di centrali nucleari bisogna considerare che i materiali
sono esposti a radiazioni ionizzanti e questa esposizione pone
un limite alla temperatura massima del vapore. Nelle centrali
con reattori ad acqua, il vapore all'entrata della turbina ha una
temperatura di circa 330°C, con la quale si ottiene un
rendimento del 35%. Le centrali nucleari hanno un rendimento
inferiore rispetto a quelle termoelettriche a carbone, perché, allo
stato attuale della tecnologia, l'ottimale rendimento
dell'intero impianto si ottiene con questa temperatura. Un
miglioramento futuro del rendimento della tecnologia è però
possibile.
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Storia
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- Il primo reattore nucleare fu
realizzato da E. Fermi e collaboratori nel 1942 in una
palestra dell'Università di Chicago. Lo sviluppo dei reattori
nucleari durante il periodo bellico e immediatamente
postbellico fu strettamente associato con le
applicazioni militari dell'energia atomica. Solo
successivamente, grazie anche all'opera di organismi
internazionali come l'ONU, venne promossa l'utilizzazione
pacifica dell'energia nucleare.
La
prima centrale nucleare del mondo è stata la centrale di
Obninsk presso Mosca, entrata in funzione nel 1954 (5 MW).
Quasi contemporaneamente, nel 1955, è stata attivata la
Centrale Calder Hall in Inghilterra. Nella maggior parte delle
prime centrali nucleari sono stati utilizzati reattori ad
acqua
bollente perché più facilmente da costruire e da
controllare. Ora sono più in uso reattori ad acqua sotto
pressione perché con essi si raggiunge una maggiore potenza.
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- Vi sono oggi 500 centrali
nucleari attivi e in costruzione nel mondo, in grado di
produrre circa 4200 GW (gigawatt) elettrici.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_nucleare
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