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Centrale
termoelettrica
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Centrale
termoelettrica di Neurath
(Germania) alimentata con lignite
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Una
centrale termoelettrica è un impianto che trasforma
energia termica (calore) in energia elettrica. Il calore può
essere già presente in natura (energia
geotermica), derivare come scarto da un'altro processo industriale,
oppure prodotto nell'impianto stesso. Di solito il
calore viene trasformato prima in energia cinetica (meccanica) e
poi, tramite opportune apparecchiature, in energia elettrica.
L'intero processo è quindi caratterizzato da varie
trasformazioni.
Molte centrali
termoelettriche oggi lavorano con turbine
a vapore, ma ci sono
anche centrali
in
cui sono utilizzate turbine a gas o
motori diesel (per esempio in gruppi d'emergenza).
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- Funzionamento
- Il funzionamento delle centrali
termoelettriche è il seguente:
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| 1. |
Da
una fonte si estrae calore e questo è trasferito al mezzo di
lavoro (per esempio acqua che diventa vapore); |
| 2. |
Una
parte del calore, normalmente piccola, è trasformata
in
lavoro meccanico, di solito nel moto rotativo di
una turbina; |
| 3. |
- la turbina aziona un
alternatore che genera la corrente elettrica
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La
maggior parte del calore è dispersa nell'ambiente oppure
condotta in un impianto di raffreddamento per evitare il
surriscaldamento delle apparecchiature.
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Fonti di calore
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Nella
maggior parte delle centrali termoelettriche il calore è
ottenuto dalla combustione di combustibili
fossili (carbone,
gasolio,
gas naturale)
o dal calore prodotto da reazioni nucleari (centrali
nucleari). Fonti naturali possono essere l'energia
geotermica o la
radiazione
solare.
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Rendimento
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Secondo
le leggi della termodinamica
non tutta l'energia termica immessa in un sistema può essere
trasformata in energia utile. Il rendimento di una macchina
termica è quindi limitato. Se il calore prodotto non è
utilizzato anche per altri scopi, il rendimento delle centrali
termoelettriche ammonta oggi al 30 - 40%, cioè solo il 30%
dell'energia iniziale (energia
primaria) è trasformato in corrente elettrica, mentre il
70% si perde! Questo scarso rendimento è il risultato delle tre
trasformazioni (ciascuna delle quali ha un rendimento inferiore
al
100%) necessarie se il calore è prodotto tramite combustione.
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Energia chimica > energia
termica: rendimento max. del 90% |
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Energia termica > energia
meccanica: rendimento circa del 40% |
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- Energia meccanica >
energia elettrica: rendimento max. del 90%
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Il
rendimento complessivo è pertanto: 0,9 * 0,4 * 0,9 * 100% =
32,4%.
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Evoluzione
del rendimento
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La
produzione di energia elettrica in centrali termoelettriche ebbe
inizio alla fine del secolo XIX. Il rendimento dei primi
impianti non superava l'1%, cioè per produrre 1 kWh elettrico
occorrevano 12,3 kg di carbone (equivalente ad una emissione di
27 kg di CO2/kWh).
Grazie all'intensa ricerca e allo sviluppo, il rendimento
aumentò notevolmente. Verso il 1910 il rendimento era già
salito al 5% e, nel 1920, al 20%. Le nuove centrali costruite a
partire dal 1950 avevano un rendimento del 30% circa, ma quello
medio delle centrali in funzione non superava il 17%. La
necessità di utilizzare torri di raffreddamento e, più tardi,
l'uso di impianti di desolforazione, comportava un temporaneo
calo del rendimento, perché anche questi impianti consumano
energia. Il progressivo sviluppo tecnologico ha portato, verso
la metà degli anni 80, ad un rendimento medio delle nuove
centrali del 38% e a valori massimi del
43%. Nella seconda metà degli anni 90, una centrale danese ha
raggiunto persino il record mondiale con un rendimento del 47%.
Il rendimento medio mondiale delle centrali termoelettriche
a carbone ammonta attualmente al 31%. Esiste
pertanto ancora un notevole potenziale di miglioramento e quindi
di risparmio di energia primaria e di abbattimento delle
emissioni CO2.
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Raffreddamento
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Molte
centrali termoelettriche utilizzano per il raffreddamento le
acque dei fiumi. Questo tipo di raffreddamento comporta un
riscaldamento delle acque a valle delle centrali. Le normative
stabiliscono le temperature massime che le acque fluviali
possono raggiungere. Queste disposizioni possono comportare la
disattivazione delle centrali (sopratutto quelle nucleari)
in estate quando la temperatura delle acque è già elevata. Un altro
sistema è l'utilizzo di torri di raffreddamento. Le opportunità
di riscaldare quartieri residenziali e serre con il calore di
scarto sono limitate, perché il calore è richiesto solo in
inverno e i siti delle centrali si trovano normalmente lontano
dai potenziali utilizzatori.
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Lo
sviluppo tecnologico mira all'introduzione di turbine a gas e a
vapore che possono aumentare il rendimento delle centrali a
carbone fino al 55%.
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Impatti ambientali
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Il
maggiore impatto ambientale delle centrali termoelettriche è
dato dalle emissioni di CO2
e di particolato.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_termoelettrica |
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