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Cambiamento
climatico
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- Il
termine “cambiamento climatico” (climate
change) si riferisce a cambiamenti del
clima terrestre. Nel senso più lato, il
termine include cambiamenti avvenuti in
tutte l'ere
geologiche e in tutti i componenti del
clima, inclusi precipitazioni, nuvolosità
e temperatura. I cambiamenti climatici
possono essere generati da agenti (forcings)
naturali e dall'attività umana.
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- Nell'uso
più recente, in particolare nel contesto
della politica ambientale,
il termine si riferisce più
specificamente a cambiamenti studiati nel
presente ed include l'aumento medio della
temperatura superficiale del pianeta,
detto anche riscaldamento globale. Gli
sforzi di studiare e di combattere il
cambiamento climatico sono coordinati
dall'United
Nations Framework
Convention on Climate Change. A questo
proposito bisogna considerare che l'UNFCCC
usa il termine "cambiamento
climatico" in riferimento al
cambiamento dovuto alle attività umane,
mentre per quello dovuto ad agenti
naturali usa il termine "variabilità
climatica" (climate variability). Il
cambiamento dovuto all'uomo è spesso
anche indicato con il termine
"cambiamento climatico antropogeno".
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- Fattori
del cambiamento climatico
- Il
cambiamento climatico può essere causato da fattori interni e
fattori esterni. I "fattoti interni" sono dovuti ad
interazioni all'interno del sistema climatico terrestre. I
"fattori esterni", detti anche "climate forcings",
sono suddivisi in fattori naturali (ad esempio la radiazione
solare) e in fattori antropogeni (attribuiti alle attività
umane). I scienziati concordano generalmente nel dire che:
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- I
cicli di
100.000 anni delle ere glaciali sono
dovuti alla variazione dell'orbite terrestre (orbital forcing)
- cioè alla variazione stagionale e geografica del
soleggiamento e del soleggiamento globale.
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| > |
- I
rapidi cambiamenti di temperatura avvenuti durante l'ultima
era glaciale ed individuabili nelle coltri glaciali sono
probabilmente causati da fattori naturali e sono considerati
come parte della "variabilità interna".
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- La
piccola era glaciale è stato probabilmente causata da una
variazione dell'attività solare o dall'attività
vulcanica, oppure da una combinazione di queste due.
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- Agenti
interni
- E
generalmente noto che il tempo è una sistema dinamico, caotico
e non lineare, ma non è ancora certo se anche il climatico (il
tempo medio) costituisce una tale sistema. Limitandoci agli
ultimi 400.000 anni, le coltri glaciali dimostrano che le più
ampie oscillazioni sono periodiche e corrispondono alla
periodicità della variazioni dell'orbita terrestre, quindi non
sono caotici. Ci sono però anche ampi cambiamenti a breve tempo
che possono essere considerate "caotici". Sembra che
l'attuale cambiamento non sia di questo tipo. Non è
però da escludere che le variazioni caotiche e quelle non
caotiche si alternano e dipendono dalle condizioni imposte da
agenti esterni.
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- Agenti naturali
- E
ovvio che, in passato, agenti naturali esterni hanno causato
notevoli cambiamenti climatici e probabilmente anche agenti
interni. Per esempio, l'atmosfera terrestre contiene oggi circa
370 ppm di CO2
(0,037%). Nel corso degli ultimi 600 milioni di anni questa
concentrazione di CO2
è variata tra 6.000 ppm e 400 ppm, dimostrando valori minori di
300 ppm durante gli ultimi 400.000 anni (prima della rivoluzione
industriale). (http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/fig3-2.htm)
- (http://www.geocraft.com/WVFossils/PageMill_Images/image277.gif
)
-
In confronto ad ere geologiche del passato, la nostra attuale
atmosfera presenta un livello di CO2
significativamente inferiore. Negli ultimi 600 milioni di anni
della storia del nostro pianeta, solo il periodo carbonifero e
il periodo attuale, il quaternario, testimoniano livelli di CO2
inferiore a 400 ppm.
http://www.geocraft.com/WVFossils/Carboniferous_climate.html).
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- Agenti
antropogeni
- Gli
agenti antropogeni sono dovuti alle attività umane e cambiano
l'ambiente e influiscono sul clima. Il principale agente è
l'aumento dei livelli di CO2
nell'atmosfera dovuto alle emissioni provenienti dalla
combustione di combustibili fossili che, su vasta scala, ha
avuto inizio durante la rivoluzione industriale in Europa. La
maggior parte di CO2
è stato emesso dopo il 1945. Altri fattori sono la distruzione
di foreste, l'agricoltura e altre attività che hanno
influiscono sull'albedo della
Terra, sul
ciclo del
carbonio.
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- Meccanismi di
feedback
- Nel
caso in cui un certo agente (per esempio l'attività solare)
causa un cambiamento climatico, ci sono molti meccanismi che
possono amplificare o ridurre gli effetti. Questo fenomeno è
detto "feedback positivo" o "feedback
negativo". Per quanto è oggi noto, il sistema climatico si
equilibra in rapporto a questi feedback. I feedback positivi non
scappano via. Uno delle causa è la forza del feedback negativo
tra temperatura e radiazione emessa. L'effetto dei feedback è
discusso nei suoi particolari in che aumenta
IPCC
TAR capitolo 7 (http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/260.htm).
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- Un esempio di un feedback
positivo è il ruolo di CO2
nell'ambito dei cicli di 100.000 delle glaciazioni. L'agente
ipotizzato che causa questi cicli è la variazione dell'orbita
terrestre, ma il forcing sembra troppo debole per generare
l'effetto. Pertanto si crede generalmente che le variazioni di
CO2
agiscono affinché il segnale venga amplificato. Un altro
feedback è quello di ghiaccio-albedo, in cui una piccola
riduzione della copertura di ghiaccio e di neve (altamente
riflettente) comporta un maggiore assorbimento della luce da
parte degli strati inferiori di suolo più scuro che si
riscaldano e fanno sciogliere più neve. (http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/294.htm).
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- I
meccanismi di feedback negativi sono suddivisi in due categorie
tipiche. La prima categoria si riferisce al sequestro di
anidride carbonica da parte dei suoli, degli oceani e della
biomassa. Questo tipo di meccanismi feedback prevede che solo
una parte dell'anidride carbonica emessa dell'uomo rimane
nell'atmosfera, ma dice nulla sul rapporto tra concentrazione di
CO2 e la variazione della temperatura. Questo tipo di feedback
non è negativo per definizione e può essere anche positivo:
l'aumento della temperatura, ad esempio, può causare una
perdita di carbonio dei suoli e cambiamenti climatici possono
ridurre le aree delle foreste tropicali. La seconda categoria di
feedback negativo si riferisce il rapporto tra il gas serra
antropogeno e la temperatura. Una di queste teorie è il modello
infrarosso Iris che propone che un aumento del concentrazione di
vapore acqueo generi un meccanismo feedback negativo, abbastanza
forte per contrastare l'aumento della temperatura dovuto
all'anidride carbonica.
- (
http://earthobservatory.nasa.gov/Study/Iris/iris.html
).
Anche questa ipotesi è stata discussa a lungo.
- (
http://www.atmos.washington.edu/~dennis/IRIS_BAMS.pdf
).
La terza categoria fa capo a nozioni basali di fisica, al
rapporto temperatura-radiazione. Di alcuni sistemi -
le nuvole sono l'esempio più ovvio - non si sa con certezza se
questi fanno parte dei feedback negativi o di quelli positivi.
- (
http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/271.htm
).
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- Variabilità
della radiazione solare
- Il
principale agente esterno naturale è la variabilità della
radiazione solare in termini di quantità e di distribuzione
geografica e temporale. La
radiazione solare può cambiare in breve tempo (da un anno ad un
secolo) a causa dei cicli solari, a lungo tempo (da un secolo a
un millennio) a causa delle variazioni dell'orbita terrestre o a
lunghissimo tempo (centinaia di milioni di anni) perché il solo
diventa più caldo.
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- Esempi di
cambiamenti dovuti ad agenti naturali
- I
cicli di 100,000 anni delle glaciazioni sono dovuti a fattori
naturali. Nel corso degli ultimi 1000 anni, c'erano due lunghi
periodi in cui le temperature medie globali erano maggiore
(periodo caldo del Medioevo) e minore (Piccola era glaciale)
rispetto ad oggi. Poiché questi periodi si sono manifestati
prima della rivoluzione industriale, essi sono attribuiti a
fattori naturali (attività solare, attività vulcaniche).
Alcuni scienziati ritengono che il riscaldamento globale
registrato dal 1860 sia un naturale recupero dopo la piccola era
glaciale (Fonte:
The
Skeptical Environmentalist).
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Gas serra antropogeni
- Il
principale fattore antropogeno è l'emissione di gas
serra che è aumentata e ha rinforzato l'effetto serra. Altri
fattori sono i cambiamento dell'utilizzo del territorio e
l'emissione di aerosol, per esempio di solfati. Grandi quantità
di gas serra sono state emesse dall'inizio della rivoluzione
industriale. A partire del 1750 la concentrazione di anidride
carbonica (CO2) nell'atmosfera è incrementata del 31%, quella
del metano del 151% e quella degli ossidi di azoto del 17%. La
concentrazione di ozono stratosferico è aumentato del 36%
(Fonte: IPCC). "La maggior parte dell'anidride carbonica
antropogena è prodotta dalla combustione di combustibili
fossili; il metano prevalentemente da allevamenti e dalla
produzione di energia e di riso". (http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/134.htm#4211).
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- Sequestratori di carbonio
- Le
foreste del Nordamerica e della Russia contribuiscono
all'assorbimento di anidride carbonica atmosferica. In
confronto, la deforestazione nelle regioni tropicali riduce la
capacità di assorbimento da parte della vegetazione. Non tutta
l'anidride carbonica emessa si accumula nell'atmosfera: si stima
che la metà è assorbita dagli oceani e dalle foreste. La
deforestazione influisce pertanto sul naturale ciclo del
carbonio.
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- Valutazione
della relativa importanza di vari agenti
- La
rilevanza relativa delle singole fonti ed agenti varia secondo
il periodo considerato. Per esempio, prima dell'era industriale,
prima del 1750, gli agenti antropogeni sono stati così deboli e
pertanto ritenuti trascurabili. Da Ruddiman è stato però
richiamato l'attenzione sul fatto che la deforestazione e la
coltivazione di riso, iniziati circa 8000 anni fa, hanno
aumentato le concentrazioni di CO2
e di metano. I studi di Ruddiman sono stati criticati da Schmidt
che ritiene che questi aumenti non siano
significanti.
- (
http://www.nature.com/nsu/031208/031208-7.html
)
- (
http://www.newscientist.com/news/news.jsp?id=ns99994464
)
- (
http://mac01.eps.pitt.edu/Courses/GEOL1055/Ruddiman_2003.pdf
)
-
- La rilevanza di questi fattori può essere però
stabilita mediante la quantificazione dei fattori coinvolti. I
fattori interni e la reazione a fattori esterni possono essere
stimati mediante l'analisi di simulazioni climatiche con i
modelli climatici.
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- Radiative
forcing
- L'influenza
di fattori esterni può essere stabilita con l'uso del concetto
del
radiative
forcing. Un radiative forcing positivo contribuisce al
riscaldamento del pianeta, mentre un radiative forcing negativa
al suo raffreddamento.
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Bibliografia
- The
anthropogenic greenhouse era began thousands of years ago,
Ruddiman WF; CLIMATIC CHANGE, 61 (3): 261-293 DEC 2003
- A
test of the overdue-glaciation hypothesis,
William F. Ruddiman, Stephen J. Vavrus, John E. Kutzbach,
Quaternary Science Reviews 24 (2005) 11
- A
note on the relationship between ice core methane concentrations
and insolation,
Schmidt, GA, Shindel, DT and Harder, S; GRL v31 L23206,
2004/12/16.
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