|
|
-
-
Catastrofe ultravioletta
|
- La
catastrofe ultravioletta, chiamata anche
catastrofe di Rayleigh-Jeans, era la
predizione della fisica dell'inizio del XX
secolo che un
corpo nero
ideale in equilibrio termico emetterebbe
radiazione con potenza infinita. Dal momento che
le osservazioni avevano mostrato come questo
fosse evidentemente falso, era una delle prime
chiare indicazioni dei problemi con la fisica
classica.
-
- La soluzione a
questo problema portò allo sviluppo di una
iniziale forma di
meccanica quantistica.
-
- Il termine
"catastrofe ultravioletta" era stato usato la
prima volta nel 1911 da Paul Ehrenfest, benché
il concetto risalga al 1905; la parola
"ultravioletto" si riferisce al fatto che il
problema appare nella regione ad alta frequenza
dello spettro elettromagnetico. Dalla prima
apparizione del termine, è stato usato per altre
predizioni di natura simile, per esempio
nell'elettrodinamica quantistica (in questo caso
è usato anche il termine divergenza
ultravioletta).
-
|
|
-
L'andamento delle curve di
Planck per il corpo nero
previste dalla legge di Planck,
confrontate con la curva
prevista originariamente dalla
fisica classica. In ascissa la
lunghezza d'onda, in ordinata
l'intensità.
|
- Secondo la
teoria classica elementi oscillanti ad alta
frequenza a temperatura ambiente (30 gradi
centigradi) avrebbe dovuto emettere raggi
UV, gamma e
raggi X, cosa
che non facevano e avrebbero dovuto assorbire
enormi quantità di energia per incrementare la
propria temperatura anche solo di un grado
centigrado, altro fenomeno che non si
verificava.
-
- Questi
fenomeni erano predetti dal teorema di
equipartizione dell'energia della meccanica
statistica classica, il quale afferma che tutti
i modi (gradi di libertà) di un sistema in
equilibrio hanno una energia media pari a
kT / 2.
Secondo l'elettromagnetismo classico, il numero
di modi elettromagnetici in una cavità
tridimensionale, per unità di frequenza, è
proporzionale al quadrato della frequenza.
Questo di conseguenza implica che la potenza
irradiata per unità di frequenza deve seguire la
legge di Rayleigh-Jeans, ed essere proporzionale
al quadrato della frequenza. Quindi
all'aumentare della frequenza di un sistema
questo deve produrre radiazioni che crescono in
modo esponenziale come energia (si veda il
grafico di seguito). Quindi, sia la potenza a
una data frequenza sia la potenza totale
irradiata vanno a infinito quando sono
considerate frequenze sempre più alte: questo è
chiaramente impossibile, come osservarono
indipendentemente
Albert Einstein,
Lord Rayleigh e Sir James Jeans nell'anno 1905.
-
-
Albert Einstein
notò che la difficoltà poteva essere evitata
usando un'ipotesi proposta da
Max Planck
cinque anni prima. Planck aveva postulato che
l'energia elettromagnetica non seguisse la
descrizione classica, ma che potesse oscillare
oppure essere emessa in pacchetti discreti di
energia proporzionale alla frequenza (come
stabilito dalla legge di Planck). Questa ipotesi
aveva l'effetto di ridurre il numero di modi
possibili ad una data energia, alle alte
frequenze, nella cavità descritta
precedentemente, e quindi l'energia media a
quelle frequenze ottenuta con l'applicazione del
teorema di equiripartizione dell'energia. La
potenza irradiata andava a zero a frequenza
infinita, e la potenza totale predetta era
finita. La formula per la potenza irradiata del
sistema idealizzato (corpo nero) era in linea
con gli esperimenti noti, e venne chiamata
"legge di Planck della
radiazione di corpo nero".
Basandosi su esperimenti precedenti, Planck era
stato in grado anche di determinare il valore
del suo parametro, ora chiamato
costante di Planck.
I pacchetti di energia sono chiamati
fotoni, e
giocano un ruolo essenziale nella descrizione
quantistica dell'elettromagnetismo
|
|
|
-
http://it.wikipedia.org/wiki/Catastrofe_ultravioletta
|
|
|
|
|
|
|
- L'EnergyPedia,
l'enciclopedia online dell'energia, è in costante
sviluppo ed ampliamento. Se non trovi ancora la voce che
ti interessa, aspetta o scrivi da te una pagina
sull'argomento e inviala per
e-mail
a MiniWatt.it. Il
comitato scientifico di MiniWatt.it la esaminerà e, se
viene accettata, sarà inserita nell'EnergyPedia.
|
|
|