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Energia
nucleare
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Centrale nucleare
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- Dell'energia nucleare è
attualmente sfruttabile solo quella termica
prodotta nelle reazioni di fissione nucleare
di materiale radioattivo (principalmente
uranio). Il calore riscalda un fluido
contenuto in un circuito primario che lo
trasmette tramite scambiatori a un circuito
secondario in cui scorre acqua che,
trasformata in vapore, aziona delle turbine
collegate ad un alternatore che genera energia
elettrica. L'uranio potrebbe generare,
attraverso tecnologie avanzate, quantità tali
di energia da poter essere considerato
energeticamente inesauribile, ma lo
sfruttamento dell'energia nucleare risultante
dalla fusione nucleare è ancora ben lontano
da consentire un impiego tecnologico.
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- L'uranio è una
fonte di energia non rinnovabile. Dalle
reazioni nucleari derivano altre sostanze
radioattive che sono molto persistenti e molto
tossiche (per es. plutonio, tempo di
dimezzamento 24.400 anni). Dalle
centrali
nucleari derivano inoltre grandi quantità di
rifiuti contaminati (materiale di ricambio e
di consumo) per lo smaltimento dei quali si
cercano ancora metodi e siti sicuri. Allo
stato attuale la maggior parte delle scorie
radioattive e dei rifiuti contaminati vengono
stoccati in depositi provvisori.
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La fissione nucleare
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- Questo processo ha luogo nei
reattori delle centrali nucleari paragonabile a vere e proprie
caldaie, che trasferiscono l'energia, sotto forma di calore, a
un fluido termovettore (comunemente questo è acqua); questo a
sua volta, genera, in uno scambiatore di calore esterno, vapore
acqueo che, espandendosi in una turbina, collegata ad un
alternatore consente di produrre energia elettrica in modo del
tutto simile a quello che avviene in una centrale alimentata con
combustibile fossile.
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- I reattori nucleari possono
basarsi su tecnologie abbastanza diverse, ma alla lunga le
numerose tipologie si sono ridotte e quelle che monopolizzano
oggi il mercato sono solo due: il Pressurized Water
Reactor (PWR), basato sull'acqua in pressione, e il Boiling
Water Reactor (BWR), basato su acqua bollente, con una
crescente preferenza per il primo.
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Lo sviluppo delle centrali nucleari
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- La possibilità di sfruttare
l'energia nucleare venne intuita con la scoperta del neutrone e
con la dimostrazione che, bombardando i nuclei con questa
particella, si poteva facilmente dare corso a reazioni nucleari.
Tra le varie reazioni si scoprì alla fine del 1938 quella della
fissione, che avveniva con l'uranio-235, isotopo presente solo
nella percentuale dello 0,7% nell'uranio naturale. La fissione
venne inizialmente utilizzata per produrre la bomba atomica e
solo nel dopoguerra si pensò al suo sfruttamento per usi
pacifici. La diffusione delle centrali nucleari commerciali
avvenne soprattutto a partire degli anni 60, quando i costi per
la produzione di energia nucleare divennero competitivi con
quelli delle centrali elettriche convenzionali. I paesi che
detenevano la tecnologia nucleare in campo militare (USA, Gran
Bretagna, Canada, Francia e Unione Sovietica) furono i primi a
realizzare centrali nucleari, ma le preoccupazioni per i rischi
ambientali connessi a guasti o incidenti e a conseguente fuga di
radiazione ha favorito lo sviluppo di un movimento antinucleare
su scala mondiale. L'Italia, che era stata tra i paesi aderenti
all'iniziativa "Atoms for Peace" avviata dagli USA nel
1958, ha bloccato l'installazione sul proprio territorio di
nuove centrali nucleari in seguito al referendum svoltosi nel
1987.
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La fusione
nucleare
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- Finora,
malgrado decenni di sforzi da parte dei ricercatori di tutto
il mondo, non è ancora stato possibile realizzare, in modo
stabile, reazioni di fusione controllata, e quindi
sfruttabile, sul nostro pianeta. È invece attualmente
possibile ottenere grandi quantità di energia attraverso
reazioni di fusione incontrollate, come ad esempio nella bomba
all'idrogeno.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare
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