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Newton, Isaac (1642-1727)
Isaac Newton. Ritratto di Godfrey Kneller del 1702 (National Portrait Gallery, Londra)
Sir Isaac Newton, nato il 25 dicembre 1642 a Woolsthorpe, Lincolnshire, morto il 20 marzo 1727 a Kensington, Londra (calendario giuliano; le date corrispondono al 04.01.1643 e al 31.03.1727 del calendario gregoriano); fisico, matematico, astronomo e filosofo inglese; si occupo inoltre di alchimia e di teologia. 
 
Isaac Newton è l'autore dell'opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (pubblicato  il 5 luglio 1687), in cui descrive la teoria della gravitazione e le leggi del moto, fondamenti della meccanica classica. È inoltre uno degli inventori del calcolo differenziale, parte del calcolo infinitesimale, che egli inventò quasi contemporaneamente a Gottfried Wilhelm Leibniz. Mentre Newton partì dal principio fisico del momento di una forza, Leibniz tentò una descrizione matematica del problema della retta tangente in un punto ad una curva qualsiasi. Grazie al valore dei suoi lavori, soprattutto a quelli nel campo della fisica e della matematica, Isaac Newton è considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. La sua Principia Mathematica è una delle più importanti opere scientifiche. 
Vita ed opera
Il padre di Newton, un agricoltore, morì prima della nascita di Isaac. Sua madre si risposò nel 1646 e Isaac venne allevato da sua nonna. Poco dopo morì anche il suo patrigno e Isaac tornò a Woolsthorpe. Frequentò la scuola elementare di Grantham e, a 18 anni, entrò nel Trinity College di Cambridge, che, poco dopo l'esame di Newton, venne chiuso nel 1665 a causa di un'epidemia di peste. Per questo motivo tornò nuovamente nella casa di famiglia. Nel 1667 fondò la teoria della gravitazione, molò lenti e costruì un telescopio a specchio (denominato più tardi "di Newton") e lo presentò al re. Il re fu impressionato e questo fu il suo primo passo verso la fama. Poco tempo dopo pubblicò il trattato "Della natura della luce" in cui spiegò anche la rifrazione della stessa. Il trattato sollevò aspre critiche; specialmente da parte di Robert Hooke che aveva un altra opinione e tra i due scienziati si instaurò un rapporto molto teso. 
 
Nel 1672 pubblicò la sua teoria sulla natura corpuscolare della luce. Gli anni tra il 1675 e il 1682 furono un periodo di inattività e di riflessione. Dopo di che, egli formulò la legge della gravitazione e scrisse un altro trattato sulle sue scoperte in cui risolse anche il problema delle orbite ellittiche dei pianeti. Nel 1687 scrisse la sua opera principale, la "Philosophiae Naturalis Principia Mathematica", nella quale unì i risultati di Galileo Galilei (accelerazione) e di Johannes Keplero (moto dei pianeti) in una teoria unificata di gravitazione e pose la base della meccanica classica formulando le leggi del moto. Sorse così una nuova disputa con Hooke sulla gravitazione.
 
Due anni più tardi gli morì la madre e Newton iniziò una corrispondenza  con il filosofo John Locke. 
 
Nel 1696 (o 1699) venne nominato direttore della zecca reale di Londra e tre anni dopo divenne uno degli otto membri stranieri dell'Accademia di Parigi. Nel 1702 ricevette il titolo di "Presidente della Royal Society" che mantenne fino alla morte.
 
Un anno dopo il suo nemico Hooke morì, così Newton poté finalmente pubblicare i suoi "Opticks or a treatise of the reflections, refractions, inflections and colours of light". Il 16 aprile 1705, la regina Anne gli conferì il titolo di baronetto. Nello stesso anno ebbe inizio anche la controversia con Leibniz sulla paternità dell'invenzione del calcolo infinitesimale. Nel libro "Historia coelestis Britannica" (1712) utilizzò, senza autorizzazione, la nomenclatura di John Flamsteed, e questo fatto causò un' altra lite sui diritti d'autore. 
 
Newton si trasferì in una villa signorile che aveva anche un piccolo osservatorio e si occupò di storia, teologia e mistica. A partire dal 1707, la casa fu accudita da Catherine Barton, una sua nipote. Dopo la sua morte nel 1727 venne seppellito solennemente nella Westminster Abbey. Il suo ritratto adornava i biglietti da una sterlina stampati tra il 1978 e il 1984. 
 
Newton era considerato un uomo modesto e distratto, ma spesso reagiva alle critiche in  maniera tagliente. Egli visse quasi sempre in comunità con altri uomini. La storiella su Newton e la mela non ha verità storica, in quanto invenzione di Voltaire.  
Lo scienziato e filosofo
Frontespizio della prima edizione di Opticks or a treatise of the reflections, refractions, inflections and colours of light
Le ricerche di Newton nel campo dell'ottica dimostrarono che un prisma di vetro decompone la luce bianca in uno spettro di colori. Da questa osservazione Newton dedusse che qualsiasi cannocchiale, a causa delle lenti, aveva il difetto di disperdere la luce e, pertanto, propose un telescopio riflettore. (Le combinazioni di lenti acromatiche, ottenute da vetri di differenti caratteristiche ottiche, saranno inventate solo molto più tardi). Nella sua "Philosophiae Naturalis Principia Mathematica" stabilì la legge di gravitazione e ne dimostrò l'importanza per le leggi di Keplero che così ricevettero una base matematica. Egli descrisse inoltre le leggi della meccanica classica, le tre leggi fondamentali del moto, e sviluppò il concetto dello spazio e del tempo assoluti, dell'azione a distanza e così, indirettamente il concetto del determinismo. Questi concetti sono rimasti per oltre 200 anni i principi fondamentali della fisica, fino alla pubblicazione della teoria della relatività di Albert Einstein.
Il concetto newtoniano del tempo
Per 30 anni, Newton si occupò del fenomeno "tempo". Egli paragonava l'universo ad un orologio gigantesco in cui tutti gli elementi sono regolati dal tempo, una grandezza invariabile uguale per tutti e in ogni luogo. Il tempo è stato per lui così assoluto che esso doveva essere previsto dal creatore fin dall'inizio. In questo concetto il passato, il presente e il futuro sono predeterminati (determinismo di Newton), ma questo non si armonizza con il concetto cristiano del libero arbitrio. Il concetto newtoniano ha dominato per 200 anni la scienza fino alla teoria della relatività di Einstein e il principio di indeterminazione di Heisenberg. 

 

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