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Ozono
Forma in cui si presenta l'ossigeno, costituita da una molecola triatomica O3 (la più diffusa forma dell'ossigeno è quella formata da molecole biatomiche O2: l'ozono e l'ossigeno sono forme allotropiche, cioè distinte per struttura cristallina e per caratteristiche fisiche e chimiche). È un gas tossico, di colore bluastro e dal caratteristico odore acre che si forma dall'ossigeno per azione di scariche elettriche (in natura si produce, per esempio, durante i temporali) o per azione di raggi ultravioletti provenienti dal Sole. Quest'ultimo processo  avviene nella stratosfera, in particolare in una fascia compresa tra 15 e 40 km di altezza, e svolge una fondamentale funzione biologica in quanto crea una sorta di barriera contro i raggi ultravioletti (UV) dannosi per gli esseri viventi. L'integrità dello strato di ozono stratosferico è minacciata da una serie di contaminanti (per esempio clorofluorocarburi) originati dall'attività umana e il problema della diminuzione dello strato di ozono costituisce uno dei più importanti aspetti dell'inquinamento atmosferico su scala mondiale. Peraltro, la sua concentrazione non dipende solo dalla quantità di produzione regionale, ma dalla meccanica della circolazione atmosferica che presiede alla sua diffusione. Nello stesso tempo, l'ozono nella bassa atmosfera, a causa della sua elevata reattività rappresenta il punto di partenza della catena di reazioni che sono responsabili per le piogge acide e dello smog fotochimico. L'ozono viene usato, oltre che in talune reazioni chimiche, soprattutto per la sua capacità di sterilizzazione e depurazione dell'aria negli ambiente (dove è prodotto per mezzo di apparecchi chiamati ozonizzatori) e delle acque di scarico industriali (per esempio distrugge il fenolo in esse contenuto). Deve essere maneggiato con cautela perché anche a concentrazioni assai basse è aggressivo nei confronti delle mucose.
L'ozono stratosferico
Perché si formi una molecola di ozono, è necessario che sia presente ossigeno atomico O, che possa reagire con una molecola di ossigeno O2. Gli atomi di ossigeno si producono per fotodissociazione dell'ossigeno molecolare (provocate da radiazione UV) con lunghezza d'onda inferiore a 240 nm):
O2 + hv > 2O
dove hv è un quanto di radiazione. L'ossigeno atomico, altamente reattivo, reagendo a sua volta con ossigeno molecolare, forma ozono
O3 + hv > O2 + O
ed è appunto attraverso questa reazione che assolve al compito di proteggere la Terra dalla componente dannosa dei raggi UV. L'equilibrio tra la produzione e la distruzione di ozono è negativamente influenzato 8nel senso della distruzione) dalla presenza di una serie di composti derivati dall'attività umana provenienti dalla troposfera e che, giunti nella stratosfera, subiscono fotodissociazione, formando specie molto reattive: tra queste figurano metano, ossidi di azoto e, soprattutto, clorofluorocarburi (CFC), sostanze che solo da qualche anno si cerca di sostituire negli impieghi specifici con altre non dannose. La reazione più importante per la distruzione di ozono è, infatti, quella con cloro atomico:
Cl° + O3 > ClO° + O2
(1)
con formazione del radicale ossido di cloro (ClO°), e ossigeno; il cloro deriva dalla fotodissociazione di un CFC (per esempio CFCl3):
CFCl3 + hv > CFCl2 + Cl°
Inoltre, in presenza di atomi di ossigeno, ClO° reagisce riformando cloro (che può ricominciare il ciclo):
ClO° + O > Cl° + O2
(2)
Pertanto si può dire che il cloro agisce come un catalizzatore; infatti, sommando le equazioni (1) e (2), si ottiene come risultato netto:
O3 + O > 2O2
(3)
cioè la distruzione di una molecola di ozono e la formazione di due molecole di ossigeno, senza che nel processo si siano consumati atomi di cloro.
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Ozono

 

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