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Tempo
In fisica, entità all'interno della quale è possibile definire la successione degli eventi e misurare la durata di un evento, cioè la quantità di tempo compreso tra un istante iniziale e un istante finale. Simbolo: t, T
La misura del tempo
Per misurare l'intervallo di tempo tra due istanti è necessario utilizzare come termine di raffronto un fenomeno periodico, cioè che si ripeta sempre uguale. Storicamente ci si è rivolti ad alcuni fenomeni periodici astronomici, come il movimento di rotazione e di rivoluzione della Terra. Così, la prima definizione adottata del secondo, assunto come unità di misura, è stata quella di 1/86400 del periodo di rotazione della Terra. Anche negli orologi si utilizzano fenomeni periodici, per esempio, l'oscillazione di un pendolo, di un bilanciere o nei modelli elettronici la vibrazione di un cristallo eccitato elettricamente, che fa da riferimento per la misura del tempo. Lo sviluppo della tecnologia e la richiesta di unità di misura sempre più accurate hanno condotto alla definizione adottata dal Sistema Internazionale (SI) del secondo, che ha la durata di 9 192 631 770 oscillazioni della radiazione emesso dall'atomo di cesio-133 nello stato fondamentale 2s durante la transizione tra due stati iperfini; tale misurazione è nota con la precisione di 10-13.
Il concetto del tempo nella teoria della relatività
Secondo la teoria della relatività ristretta, sviluppata da A. Einstein nel 1905, lo scorrere del tempo non ha senso come concetto assoluto ma è relativo al sistema di riferimento rispetto al quale si misura. Alla base di ciò Einstein pone il postulato secondo il quale la velocità della luce nel vuoto (circa 3 · 108 m/s) è una costante naturale ed è la massima velocità teoricamente raggiungibile; quindi le onde elettromagnetiche non si trasmettono istantaneamente ma impiegano un certo tempo, sia pur piccolo. Ciò implica che due osservatori, situati in due sistemi in moto relativo l'uno rispetto all'altro, misurano durate differenti per uno stesso evento. Consideriamo un evento (per esempio, una gara di 100 metri piani) che si svolge in un sistema di riferimento A; un osservatore posto in quel sistema misura il tempo del vincitore in 10 s esatti; se il sistema A si muove di moto rettilineo uniforme con velocità v rispetto a un altro sistema B, un osservatore posto in B misura un tempo maggiore di 10 s (10,0000001 s se la velocità relativa è di 3 · 104 m/s; 10,05 s se la velocità è di 3 · 107 m/s; 13,4 s se la velocità è di 2 · 108 m/s); per l'osservatore in B il tempo si dilata. L'effetto comincia ad essere consistente solo se la velocità relativa dei due sistemi è prossima alla velocità della luce nel vuoto. A causa di ciò cade anche il concetto della simultaneità di due eventi. Cioè due eventi che avvengono contemporaneamente in un sistema di riferimento, non sono più contemporanei se visti da un osservatore in moto.
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo

 

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