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The End of Oil : On the Edge of a Perilous New World
 
Per quanto tempo avremo ancora sufficienti quantità di petrolio facilmente accessibile? Cosa accadrà quando le pompe dei pozzi si fermeranno? Quali tra le altre fonti energetiche possono rimpiazzare il petrolio? Chi le controllerà? Quanto sarà dolorosa la transizione dall’attuale ordine del mondo ad un nuovo sistema? Queste sono solo alcune delle domande alle quali Paul Roberts cerca di dare una risposta nel suo libro.
 
The End of Oil è un racconto affascinante che parla della nostra dipendenza dall’energia a basso costo partendo da un fatto inconfutabile: l’approvvigionamento di petrolio nel mondo diventa, con allarmante rapidità, sempre più difficile.
 
Roberts mette ampiamente in chiaro che i più grandi attori del mondo petrolifero esercitano il loro enorme potere, economico e politico, affinché lo “status quo” non cambi. Essi ricevono un massiccio supporto da parte di alcune decine di milioni di consumatori, in particolare statunitensi ed europei, che “inghiottono” il petrolio come se questo fosse illimitatamente disponibile. E questo consumo non mostra finora nessun segno di diminuzione. Dall’altro canto, quasi la metà della popolazione mondiale, ancora oggi, vive senza i benefici dei carburanti fossili ma desidera disperatamente di poterli avere. In paesi come la Cina e l’India, dove i sistemi energetici sembrano crollare da un giorno all’altro, i governi cercano dappertutto approvvigionamenti di petrolio allo scopo di alimentare la loro corsa verso lo sviluppo economico, in molti casi senza alcun riguardo per l’ambiente.
 
Roberts fa notare che un cupo futuro potrebbe essere non così lontano, come a noi piace credere, anche perché l’inquietudine politica potrebbe interrompere le forniture di petrolio con effetti disastrosi. Questo non è però il caso peggiore; in uno dei suoi passaggi più persuasivi, Roberts descrive il quasi inevitabile futuro caratterizzato dal riscaldamento globale, specialmente se i paesi in rapida industrializzazione, come la Cina, percorrono la stessa strada dell’inquinamento già percorsa dagli Stati Uniti.
 
La visione sembra pessimistica, ma Roberts intravede anche alcuni segni positivi: lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e delle tecnologie che le usano e che possono aiutarci ad alleggerire la nostra dipendenza dal petrolio, prima che avvenga una catastrofica crisi energetica e prima dell’esaurimento definitivo della fonte fossile.
 
Egli rivolge un duro rimprovero alle politiche delle attuali amministrazioni governative, nonché ai consumatori statunitensi che Roberts definisce “il popolo meno sensibile del mondo per quanto riguarda l’energia”. Se il governo non intende emanare norme più serie sul consumo di carburanti, argomenta, la colpa bisognerà attribuirla sia al nostro vizio di andare in giro con inquinanti fuoristrada, sia alle industrie che questo vizio lo promuovono.
 
In nessun libro si possono discutere tutti gli aspetti della probabile più grande crisi energetica mai avvenuta nelle nostre società industriali, ma il libro The End of Oil è una introduzione straordinaria, informativa ed equilibrata nel mondo dell’energia.
Paul Roberts. The End of Oil: On the Edge of a Perilous New World. Hardcover, 24x16 cm, 400 pages, Houghton Mifflin (May 15, 2004), ISBN: 0-6182-3977-4
 
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