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Bioarchitettura

di Uwe Wienke

Il termine "bioarchitettura" deriva da una traduzione, direi infelice, della parola tedesca "Baubiologie" che significa "biologia edile" (“Bau = edilizia o edificio”, “Biologie = biologia”). Il termine è stato coniato in analogia ai termini “Bauphysik" e “Bauchemie”, corrispondenti all'italiano “fisica e chimica applicate all'edilizia”. Il maggiore interesse della "Baubiologie" è rivolto alla salute degli abitanti, al loro benessere fisiologico e psicologico.

La "Baubiologie" sorse in Germania già negli anni '60, insieme all'ambientalismo e all'agricoltura biologica, come un movimento che vuole difendere l'uomo dalle "malattie del progresso", dall'insalubrità degli edifici e dell'ambiente e si adopera per una vita sana e in armonia con la natura. Essa vede la principale causa dei mali sociali, quali caos e malattie, nell'alienazione dell'uomo dalla natura, nello stile di vita nella nostra società e nella vita in mezzo a materie plastiche. I biologici edili sono convinti che l'uomo possa conservare la sua integrità fisica, psichica e spirituale, solo quando svolge una vita in armonia con la natura (senza spiegare in che cosa consiste questa armonia: fare il contadino di una volta?, fare il pastore?).
 
La Baubiologie contesta la chimizzazione della nostra vita, cioè la vasta diffusione e l'uso di prodotti chimici che inquinano le nostre case e preferisce materiali 'naturali' e tecnologie soft, materiali innocui  come l'argilla, il legno, le fibre vegetali, i colori estratti da piante o da terre colorate, che comportano un impatto minimo sull'ambiente e sulla salute.
 
L'obiettivo generale della 'Baubiologie' è quello di soddisfare ciò che ritiene la più elementare esigenza dell'uomo, quella cioè di poter vivere in un ambiente accogliente, bello e sano, ma le intenzioni di alcuni biologi edili vanno oltre. Alcuni architetti come Joachim Eble e Ton Alberts, che si ispirano alle idee di Rudolf Steiner, danno molta importanza anche alle “esigenze spirituali” dell'uomo ed intendono non solo proteggerlo da fattori nocivi, ma cercano di creare nelle abitazioni anche un "clima terapeutico" in grado di compensare i disturbi causati dall'inquinamento e dal degrado della natura. Nella loro architettura i materiali naturali, la luce, il clima interno, i colori e i suoni rivestono un ruolo importante. Vivere in una casa costruita secondo i criteri antroposofici implica anche dei particolari comportamenti.
 
La Baubiologie tedesca si considera più un movimento di consumatori che di tecnici. Ciò che vuole diffondere è una cultura ecologica. I suoi padri sono medici, veterinari e alcuni tecnici come l'ingegnere forestale Prof. Anton Schneider, fondatore e direttore dell'"Istituto di biologia edile e di ecologia" a Neubeuern (Baviera).
 
Approdando in Italia la Baubiologie è diventata 'bioarchitettura', acquistando una certa risonanza a livello nazionale. Si ha però spesso l'impressione che la bioarchitettura si trovi più sul lato del "bio", che promette buoni affari per tutti i prodotti cosiddetti "naturali", che su quello dell'architettura. Se fosse vera questa mia impressione, la bioarchitettura sarebbe in netto contrasto con l'originaria idea della Baubiologie che si considera piuttosto un movimento anticonsumistico che promuove la costruzione di case alla realizzazione delle quali i proprietari possono contribuire con le proprie mani. Un'altra differenza tra la Baubiologie tedesca e la bioarchitettura italiana è data dal fatto che in Germania non esistono associazioni di 'bioarchitetti' paragonabili all'ANAB o all'INBAR. Dalle insidie connesse all'edilizia il consumatore tedesco è difeso dalle associazioni dei consumatori molto diffuse e attive in quel paese.
 
La credibilità della "bioarchitettura" è spesso compromessa dall'enorme importanza che molti dei suoi fautori attribuiscono a fenomeni scientificamente poco studiati e accertati o accertabili, all'esoterismo e a certe pratiche magiche come il Feng Shui. Uno di questi presunti fenomeni sono le cosiddette geopatologie di cui si crede che siano causate da anomalie geologiche e geofisiche, nonché da occulte forze telluriche e cosmiche. Così i medici Hartmann e Curry ritengono di aver individuato nel magnetismo terrestre due reti globali, una orientata da Est a Ovest e da Nord a Sud, l'altra orientata diagonalmente, e sostengono che queste reti possano avere effetti patogeni, soprattutto quando le linee della griglia coincidono con anomalie geologiche. L'esistenza delle reti non si è potuta dimostrare e sembra che i fenomeni siano individuabili solo per gli iniziati. Tuttavia, ovviare agli effetti patogeni delle presunte reti pare sia cosa semplice, stando alle raccomandazioni dei bioarchitetti basta non posizionare il proprio letto su un nodo della griglia.
 
Alcuni bioarchitetti praticano anche il Feng Shui, un'antica pratica cinese tesa a inserire perfettamente l'uomo e le sue opere nell'ordine cosmico. Il Feng Shui originale è un pò paragonabile alla disciplina etrusca. Anche gli etruschi praticavano certi riti propiziatori per trovare siti idonei sui quali fondare una città o costruire una casa. A questo proposito, alcuni bioarchitetti fanno riferimento a Vitruvio (I, IV, 9) che propone l'applicazione di un antico metodo dell’aruspicina etrusca per individuare siti sani. Vitruvio, che non era un uomo superstizioso, fornisce una spiegazione piuttosto razionale della pratica divinatoria che consisteva nella lettura delle viscere di animali. Egli consiglia di esaminare i fegati di animali che hanno pascolato sul sito in esame supponendo che se i fegati erano sani anche l'acqua e l'erba consumate dagli animali dovevano essere sane e tali dovevano pertanto essere anche le condizioni del sito.
 
A seguito della divulgazione di queste facezie, persone serie come il Prof. Anton Schneider si sono presto dissociate dai fautori di geomanzia e di rabdomanzia, in quanto sostengono che la biologia edile può essere credibile solo quando è esercitata su basi scientifiche.
 
Con le sue affermazioni poco scientifiche, la 'bioarchitettura' sta diffondendo in primo luogo allarmismo e paura. Questa paura viene sfruttata commercialmente dal mercato dei prodotti "bio" che oggi promette e permette ottimi affari. Molta gente è interessata solo alla propria salute e poco si preoccupa dell'ambiente, s’interessa di più alle ipotetiche geopatologie che agli inquinamenti provocati dai comuni prodotti di pulizia. I consigli che la bioarchitettura dispensa sono spesso semplicistici, si riferiscono in primo luogo alla salute dell'individuo e sollecitano un nuovo consumismo: stufe in ceramica, mobili ergonomici in legno massello, futon, ionizzatori dell'aria, neutralizzatori di radiazioni elettromagnetiche naturali ed artificiali, case in legno, e mille altri ritrovati e prodotti. Non tutto quello che viene spacciato come "bio" e "naturale" e di per sé anche ecologico: una casa prefabbricata in legno importata dalla lontana Scandinavia ha perso molto della sua qualità ecologica a causa del lungo trasporto.
 
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