Lampadine a LED: come funzionano e come sceglierle

Tra il 2009 e il 2013, la Comunità Europea, ha imposto il ritiro delle vecchie lampadine a incandescenza, ad esclusione di quelle decorative e delle piccole per elettrodomestici, come forno, cappa o frigo, a bassissimo wattaggio e, dunque, a consumo ridotto. Le alternative, che inizialmente avevano un po’ spiazzato il consumatore tradizionalista, possiedono invece una serie di vantaggi notevoli, a partire dalla riduzione dei consumi, passando da una migliore resa e luminosità, grazie alle tecnologie più avanzate, sino ad arrivare ad un impatto ambientale ecosostenibile, ed ad una maggiore efficienza energetica.

Lampadina LED

Fra queste, oltre alle smart, (di forme particolari, ideali, per esempio, per i comandi a distanza), alle alogene (dalla luce calda e particolarmente brillante, e una durata di circa 1, anche 2 anni), a quelle al risparmio energetico e a tubi e circoline fluorescenti, che hanno a loro volta sostituito il neon, troviamo quelle che, ormai, sono diventate le lampadine forse più diffuse e utilizzate in tutta Europa e, dunque, ovviamente anche nel nostro Paese. Stiamo parlando della tipologia a LED, dalla durata veramente molto prolungata, sino a 20.000 ore di accensione, che equivalgono a 10/15 anni di utilizzo medio, un periodo davvero notevole che va tranquillamente ad ammortizzare il prezzo solo apparentemente più caro, se si analizza il paragone resa/tempo. L’acronimo LED, letteralmente, significa Light Emitting Diode, ossia un diodo (componente elettronico) che emette luce ogni qualvolta è attraversato dalla corrente elettrica. Di dimensioni minime, può essere utilizzato, a seconda del livello di luminosità che si vuole raggiungere, in un numero composito all’interno della stessa lampadina.

Vantaggi delle lampadine a LED

Il LED produce una riduzione notevole di energia elettrica, pur con una resa illuminante superiore, caratteristiche che contribuiscono a ridurre i costi in bolletta. Non a caso, infatti, il vantaggio più evidente di questa tecnologia è il consumo, se si pensa che a parità di luminosità ottenuta, l’energia consumata è inferiore di ben sette volte rispetto all’utilizzo dell’ex tradizionale a incandescenza. Consente anche un notevole risparmio grazie alla lunga durata, di circa 20 volte superiore alla precedente, e due/tre volte in più di quella a risparmio energetico, oltre a subire molto meno l’usura per accensione e spegnimento continui, tipici dell’uso domestico.

All’inizio, molti consumatori erano piuttosto scettici nell’affrontare il nuovo prodotto, abituati com’erano alla lampadina tradizionale, economica, a luce calda o fredda, e sempre a costo contenuto. Del LED si aveva un po’ il timore che fosse una lampadina semplicemente più cara, senza una reale motivazione, per esempio, di salvaguardia dell’ambiente o di accensione in qualsiasi luogo, dal più intimo fino, addirittura, all’illuminazione esterna ed ampia di strade e parchi pubblici. Con l’andare del tempo, tutti i consumatori ne hanno compresa la potenzialità e la convenienza, riconoscendone le migliori caratteristiche, fra cui il raggiungimento istantaneo della massima luminosità, subito dopo l’accensione e, dunque, ideale anche in un luogo di passaggio.

Peraltro, pur essendo passati solo pochi anni, come abbiamo detto, dall’inizio della sua diffusione su vasta scala, ad uso e consumo di ogni famiglia ma anche di illuminazioni pubbliche e commerciali, abbiamo già assistito a continue evoluzioni di questa tecnologia, sempre più luminosa e potente. Attualmente, oltre ad emanare luce di ogni gradazione, in commercio troviamo lampadine a LED colorate o cangianti multicolore, particolarmente indicate in versione decorativa, piuttosto che per dare un tocco di originalità ad ogni interno. Si invita soltanto voler fare attenzione, al momento dell’acquisto, in caso vi sia necessità di una lampadina da installare su un dimmer, dispositivo che regola l’intensità della luce, per verificare che ne sia adatta.

Altro vantaggio è la totale assenza di calore crescente durante tutto il periodo di accensione, tanto che possono essere indicate per qualsiasi tipo di apparecchio illuminante, anche con paralumi delicati o in carta di riso.

Come scegliere le lampadine a LED più adatte

Omino bianco con lampadina a LED

In commercio esistono diverse marche, da quelle più note sino a brand sconosciuti, solitamente, con un prezzo inferiore, dovuto, di regola, alla qualità dei materiali utilizzati, la quale influisce principalmente sulla durata più che sulle prestazioni della lampadina al momento dell’acquisto. Per scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, è necessario valutare alcuni parametri indicati sulla confezione, il cui principale è, chiaramente, l’intensità della luce: il metodo più affidabile per comprenderlo è controllare quanti lumen produce, vale a dire verificarla, cioè, proprio in base all’unità di misura della luminosità.

Dobbiamo abituarci a confrontare il parametro anziché in base alla potenza, espressa in watt, all’intensità luminosa, valutata appunto in lumen, la cui equivalenza è comunque quasi sempre riportata sulla confezione. Se si desidera una luce intensa, magari per un ambiente molto ampio, meglio preferire un LED intorno ai 2.000 lumen, che corrispondono ad una vecchia lampadina da 150 watt, mentre fra i 500 e i 1.000 lumen, indicativamente paragonabili agli ex 60 watt, sono consigliabili punti luce non principali, o magari multipli. Infine, sotto i 500, può essere utilizzata per un’illuminazione più delicata, come ad esempio una lampada da scrivania.

Non tutta la luce, però, trasmette le stesse sensazioni ed è adatta ad ogni locale: infatti, soprattutto le lampadine di prima generazione, risultavano piuttosto fredde, e rendevano meno gradevole l’atmosfera dell’ambiente rispetto alle precedenti ad incandescenza. Ormai, però, questo inconveniente è assolutamente superato, in quanto la tecnologia LED consente di avere luce di intensità e colori diversi, compresi diversi pantoni di bianco. Nell’acquisto, si distinguono le tonalità più calde o più fredde, ed anche in questo caso si rileva una nuova unità di misura per le gradazioni luminose, espresse in gradi kelvin, sempre riportati sulla confezione. Tanto più sono bassi, maggiore è la luce calda emessa, tendente al giallo sole, mentre una luce fredda e bianchissima, quasi azzurrata, prevede oltre i 3.000 kelvin. Per approfondire l’argomento si consiglia la lettura l’articolo sulla temperatura di colore per lampade led. Inoltre, come riportato in questo articolo, è da segnalare che quelle più fredde possono risultare più stancanti.

Disponibili in tutte le forme più tradizionali (a goccia, torciglione, oliva, colpo di vento, sfera, faretto e globo), sono presenti sugli scaffali dei negozi più forniti con attacchi comuni, come i classici E27 (largo) ed E14 (stretto), ma anche con quelli più specifici, specie per tubi, circoline e faretti. Per questi ultimi, esistono tre tipi di attacco largamente diffusi, GU10, GU5.3 e GU4, dove il numero indica la distanza tra i contatti che spuntano in fondo al faretto, necessari per connetterlo alla base. Per scegliere quello corretto, anche in questo caso, sarà sempre possibile rilevare le informazioni dalla confezione, sempre che non si sia in grado di riconoscerlo ad occhio.

Essendo questo tipo di lampadine una novità (la diffusione in uso domestico è avvenuta negli ultimi 10 – 15 anni) si potrebbe domandarsi se la luce LED è pericolosa per la salute. La risposta breve – per un uso domestico medio – è no, ma è comunque opportuno prendere gli accorgimenti suggeriti nell’articolo (ad esempio preferire le luci led calde, soprattutto in presenza di bambini).

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