Il packaging ecosostenibile: le materie prime utilizzate per un imballaggio green

Packaging ecosostenibile

Le parole packaging ecosostenibile ci fanno venire in mente delle confezioni speciali con determinate caratteristiche che riportano subito un’idea ben precisa: prodotte utilizzando materiali rinnovabili, naturali, riciclati, riutilizzabili dandogli nuova vita e, soprattutto, realizzati con l’idea e l’intento di avere un basso impatto ambientale che vada contro la solita filosofia dell’usa e getta tipica dei packaging tradizionali.

Il concetto di packaging ecosostenibile, acquista maggiore valore se parliamo di un’azienda per il packaging alimentare che, appunto, produce imballaggi che vengono a contatto con il cibo e che, se prodotti con materiali naturali, risultano più sicuri.

La società attuale, molto più sensibile alle tematiche ecologiche e relative alla sostenibilità ambientale, si basa su un modello di consumo che segue il motto delle “3R”: “Riduci, riusa e ricicla”.

Quando parliamo di packaging, infatti, il concetto di ecosostenibilità è al centro da qualsiasi prospettiva si guardi la cosa: partendo dalla progettazione fino ad arrivare alle varie fasi di produzione, per ogni step viene data molta attenzione alla scelta dei materiali.

I materiali eco friendly per il packaging ecosostenibile

L’industria alimentare sta vivendo una fase di cambiamento importante dalla prospettiva green e da qualche anno a questa parte l’obiettivo è di innovare i packaging rendendoli sicuri per la salute, adatti ai cibi che proteggono ed ecosostenibili per l’ambiente è una delle missioni più ambite.

L’aspetto chiave, ovviamente, riguarda i materiali impiegati per costruire i packaging e tali materiali devono avere delle precise caratteristiche: devono essere biodegradabili, riutilizzabili, riciclabili e non tossici, in una parola ecosostenibili.

Qui di seguito, un’analisi di alcuni dei materiali utilizzati per il packaging alimentare ecosostenibile, che sostituiscono la plastica tradizionale e tutti quei materiali con un impatto ambientale più dannoso.

Packaging ecosostenibile di carta e cartone

Il volume e il peso degli imballaggi alimentari a base di cellulosa è aumentato notevolmente negli ultimi anni ma, contemporaneamente, i produttori di packaging alimentari hanno cercato di ridurre le grammature medie per ottenere imballaggi più leggeri in termini di peso per cm quadrato e, quindi, con un inferiore impatto ambientale.

Carta e cartone sono i materiali riciclabili per eccellenza e, pertanto, sono quelli preferiti dai consumatori.

La risposta ufficiale viene anche dai dati: l’Italia mantiene una posizione di leadership nell’economia circolare relativamente al riciclo della carta e del cartone che possono essere riciclati fino a 7 volte.

Polpa di cellulosa

La polpa di cellulosa ha origine vegetale e viene prodotta utilizzando le fibre vergini di scarto dalla lavorazione della canna da zucchero e del bambù.

Per le loro caratteristiche intrinseche, i packaging di polpa di cellulosa, risultano biodegradabili e compostabili al 100%, ma oltre a questo, anche capaci di contenere cibi e liquidi e di resistere al calore (fino a 200°C) quindi adatti anche per la cottura in forno e a microonde.

Bioplastiche compostabili

Le bioplastiche compostabili sono dei materiali estremamente innovativi che vedono una crescita costante di produzione e di ingresso di nuovi player nel mercato.

Gli imballaggi alimentari di bioplastiche compostabili consentono di recuperare in maniera più semplice e immediata tutti i residui alimentari.

Le più utilizzate bioplastiche compostabili sono:

Mater-bi

Il mater-bi è una bioplastica compostabile composta da sostanze vegetali (l’amido di mais ne è un esempio) e polimeri biodegradabili ottenuti con materie prime sia di origine rinnovabile che fossile.

Il PLA (Acido Polilattico)

Il PLA deriva da prodotti vegetali e oggi può vantare davvero un ampio utilizzo nei packaging alimentari.

Si tratta di una bioplastica che, tra le caratteristiche, vanta sia un’elevata impermeabilità che una importante resistenza meccanica, ha una consistenza rigida e non si deforma facilmente.

Viene utilizzato per imballare prodotti alimentari come pane, latte, succhi di frutta, acqua, grassi e olii ma anche per profumi e detergenti.

Il cellophane

Contrariamente a quanto si pensi, il cellophane ha origini vegetali, deriva infatti dalla cellulosa delle piante. Il cellophane è trasparente, flessibile e può essere stirato ed allungato oltre che raccolto in bobine o distribuito in fogli.

La denominazione “cellophane” venne inventata nel 1908: un ingegnere svizzero mise insieme le parole “cellulosa” e “diaphane” cioè trasparente e che consente di lasciare visibile l’oggetto che ne è avvolto.

Originariamente, il cellophane nacque come rivestimento per rendere i tessuti più resistenti alle macchie mentre successivamente venne introdotto nell’industria alimentare per proteggere e incartare i cibi.

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